di Pietro Tonti

ISERNIA – Per anni il Punto Nascite di Isernia è stato dato per spacciato. Ogni tanto qualcuno ne annunciava la chiusura, poi arrivava una proroga, poi un altro piano sanitario, poi un nuovo tavolo tecnico. Più che un reparto ospedaliero sembrava una serie televisiva: ogni stagione un colpo di scena.

Questa volta, però, il finale di puntata lo scrive il TAR Molise, che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Isernia. E la notizia è di quelle che fanno rumore: il Punto Nascite, almeno per ora, non si tocca.

La cosa più interessante, forse, è un’altra. Per una volta la politica isernina ha deciso di fare qualcosa di rivoluzionario: essere d’accordo. Maggioranza e opposizione hanno messo da parte schermaglie, comunicati al vetriolo e post al veleno, scegliendo una strada semplice ma evidentemente efficace: difendere insieme un servizio essenziale.

Il TAR, del resto, nelle motivazioni del decreto è stato chiarissimo. La chiusura del reparto potrebbe comportare rischi concreti per la salute delle partorienti e dei nascituri, soprattutto nei casi di gravidanze a rischio, parti prematuri o emergenze ostetriche, situazioni nelle quali il fattore tempo può fare la differenza.

Tradotto dal linguaggio giuridico all’italiano corrente: se una mamma deve partorire, non può mettersi a consultare il navigatore sperando che il traffico collabori.

Per anni qualcuno ha raccontato che bastava spostarsi di qualche decina di chilometri. Come se affrontare un’emergenza ostetrica fosse l’equivalente di cambiare supermercato perché lì c’è l’offerta sul detersivo.

La decisione del TAR ricorda invece un principio elementare: la sanità non può essere misurata soltanto con il pallottoliere dei numeri, ma anche con la sicurezza delle persone e con il diritto dei cittadini delle aree interne ad avere servizi adeguati.

E allora, forse, questa vicenda lascia anche una piccola lezione alla politica. I risultati arrivano più facilmente quando si depositano ricorsi ben costruiti piuttosto che slogan ben confezionati. Le conferenze stampa durano un pomeriggio, gli atti amministrativi qualche anno in più.

Naturalmente la partita non è ancora conclusa. La sospensiva rappresenta un passaggio importante, ma il confronto giudiziario e amministrativo continuerà. Tuttavia un messaggio è già arrivato forte e chiaro.

Quando un intero Consiglio comunale parla con una sola voce e sostiene le proprie ragioni con argomenti concreti, anche i tribunali ascoltano.

E chissà che, almeno questa volta, anche le cicogne possano tirare un sospiro di sollievo: a Isernia, per il momento, sanno ancora dove atterrare.