Uno studio internazionale a cui ha partecipato anche l’I.R.C.C.S. Neuromed mostra unrallentamento dell’aumento dell’obesità in molte nazioni ad alto reddito, mentre ilfenomeno continua a crescere nei Paesi a basso e medio redditoL’obesità continua a rappresentare una delle principali sfide sanitarie mondiali, ma la suadiffusione non segue più ovunque lo stesso andamento.
Lo mostra un ampio studiointernazionale coordinato dalla NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC), una rete scientificaglobale che studia l’andamento dei principali fattori di rischio delle malattie croniche, e pubblicatosulla rivista Nature. Al lavoro ha partecipato anche l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli con i dati ele attività di ricerca del Progetto Moli-sani.Analizzando l’andamento del sovrappeso e dell’obesità in numerosi Paesi nel corso degli ultimidecenni, i ricercatori hanno osservato che in molte nazioni ad alto reddito la crescita del fenomenosembra rallentare, stabilizzarsi o, in alcuni casi, mostrare lievi segnali di diminuzione. Una tendenzadiversa rispetto a quella registrata nei Paesi a basso e medio reddito, dove invece l’obesitàcontinua ad aumentare rapidamente.

Il lavoro evidenzia come il fenomeno sia sempre più legato ai cambiamenti economici, sociali ealimentari che interessano diverse aree del mondo. Urbanizzazione, disponibilità di alimentiindustrialmente processati, trasformazioni degli stili di vita e disuguaglianze nell’accesso aun’alimentazione equilibrata contribuiscono infatti a modificare il quadro globale della salute.“Questi dati – dice Licia Iacoviello, Responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzionedell’I.R.C.C.S. Neuromed e Professore Ordinario di Igiene e Salute Pubblica all’Università LUM diCasamassima – mostrano come l’obesità sia sempre più legata alle trasformazioni sociali edeconomiche dei diversi Paesi.
In alcune nazioni ad alto reddito, come l’Italia, osserviamo unrallentamento della crescita, ma questo non significa che il problema sia superato. Rimane infattimolto elevato il numero di persone, soprattutto giovani, che convivono con sovrappeso e obesità,con conseguenze importanti sulla salute”.Secondo i ricercatori, il progressivo spostamento del peso di questo problema verso Paesi a basso emedio reddito rappresenta uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio.

In molte di queste aree,infatti, i cambiamenti nelle abitudini alimentari e negli stili di vita stanno avvenendo moltorapidamente.
“Questo studio – commenta il professor Giovanni de Gaetano, Presidente dell’I.R.C.C.S.Neuromed – fa uscire la medicina dai tradizionali ambiti accademici e la pone nel contesto dellediverse società e dei loro specifici aspetti territoriali, con conseguenze secondarie, come nel casoqui descritto dell’obesità, che coinvolgono aspetti cerebrovascolari, tumorali e neurologici.Comprendere come il fenomeno stia cambiando nei diversi Paesi è fondamentale per orientare lamedicina moderna verso nuove strategie di prevenzione efficaci e sostenibili.”NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC). Obesity rise plateaus in developed nations and acce






