di Pietro Tonti

Classe 1966, nato e cresciuto a Isernia, è responsabile nazionale dell’esperimento LHCb Italia Il suo nome torna alla ribalta grazie a una scoperta scientifica che potrebbe aprire nuove prospettive nella conoscenza dell’universo. Una figura di eccellenza che merita un posto d’onore nella storia scientifica molisana.

Il Dott. Pasquale Di Nezza

C’è un Molise che non fa rumore, che non cerca i riflettori, che non occupa quotidianamente le prime pagine dei giornali. È il Molise dell’intelligenza, dello studio, della determinazione e del talento. Quello capace di raggiungere i più prestigiosi laboratori scientifici del mondo e contribuire alle grandi sfide della conoscenza umana.

A rappresentarlo, con una carriera di altissimo profilo, è Pasquale Di Nezza, classe 1966, orgoglio della terra isernina, oggi responsabile nazionale della collaborazione italiana nell’esperimento LHCb del CERN di Ginevra.

Un ruolo di grande responsabilità in uno dei più importanti programmi internazionali di ricerca sulle particelle elementari.

Il suo nome compare nell’articolo pubblicato dall’ANSA il 4 novembre 2026, dedicato a un risultato scientifico di straordinario interesse: le prime evidenze, ottenute da un singolo esperimento, di un decadimento subatomico talmente raro da verificarsi appena una volta ogni dieci miliardi di casi.

Una scoperta che porta gli scienziati alle soglie dello zeptoverso, il mondo delle interazioni fisiche su scale infinitesimali, dove potrebbero manifestarsi gli effetti di particelle ancora sconosciute.

DAL MOLISE ALLA FRONTIERA DELLA FISICA MONDIALE

È difficile immaginare qualcosa di più lontano dalla nostra esperienza quotidiana.

Gli scienziati studiano fenomeni che avvengono su dimensioni dell’ordine dello zeptometro, pari a un miliardesimo di miliardesimo di millimetro.

Eppure, proprio in questo universo infinitamente piccolo potrebbero nascondersi alcune delle risposte alle domande più grandi della scienza: che cosa costituisce la materia oscura? Perché, dopo il Big Bang, la materia ha prevalso sull’antimateria? Esistono particelle che ancora sfuggono ai nostri strumenti?

Domande alle quali lavorano i migliori ricercatori del mondo.

E tra le figure che contribuiscono a coordinare l’impegno scientifico italiano in questa impresa c’è proprio Pasquale Di Nezza.

Il Dott. Pasquale Di Nezza nei laboratori di ricerca

Un molisano che, partendo dalle proprie radici, ha raggiunto una posizione di primo piano nella ricerca internazionale.

UNA SCOPERTA ATTESA DA OLTRE QUARANT’ANNI

Il risultato annunciato dal CERN riguarda il decadimento di un mesone B neutro in una coppia di muoni.

Un processo estremamente raro, ricercato dagli scienziati da oltre quarant’anni.

Grazie ai dati raccolti dall’esperimento LHCb, i ricercatori hanno ottenuto una nuova evidenza sperimentale di questo fenomeno.

I risultati sono compatibili con le previsioni del Modello Standard, la teoria che descrive le particelle elementari e le loro interazioni.

Non si tratta, dunque, della scoperta di una nuova particella, ma di un passo importante verso misurazioni sempre più precise, capaci in futuro di rivelare eventuali fenomeni ancora sconosciuti.

Un’impresa scientifica collettiva, internazionale, alla quale la comunità italiana partecipa con un ruolo significativo.

DI NEZZA: LO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO

Nell’articolo dell’ANSA, Pasquale Di Nezza sottolinea le prospettive aperte dai prossimi sviluppi tecnologici dell’esperimento.

«La comunità italiana di LHCb sta già lavorando all’upgrade dell’esperimento che, nel prossimo decennio, aumenterà di un fattore dieci il ritmo di raccolta dei dati, aprendo prospettive entusiasmanti per lo studio dei decadimenti rari e per la ricerca di nuova fisica».

Parole che testimoniano la portata della sfida.

Non soltanto osservare ciò che oggi sembra impossibile, ma costruire gli strumenti che permetteranno alle future generazioni di scienziati di andare ancora oltre.

È anche questo il significato di una carriera scientifica di grande prestigio: contribuire al progresso della conoscenza, coordinare competenze e partecipare a progetti destinati a lasciare un segno nella storia della ricerca.

TRA LE GRANDI ECCELLENZE MOLISANE

La storia di Pasquale Di Nezza merita di essere raccontata soprattutto ai giovani.

In una regione spesso associata allo spopolamento, alle difficoltà economiche e alla partenza dei suoi talenti, la sua esperienza rappresenta un esempio di ciò che studio, capacità e perseveranza possono rendere possibile.

Il Molise ha dato i natali a personalità illustri nella cultura, nelle arti, nella politica e nella scienza.

Pasquale Di Nezza merita di essere annoverato tra le grandi eccellenze scientifiche molisane di tutti i tempi, per il livello delle responsabilità raggiunte e per il contributo offerto a una delle più ambiziose imprese della fisica contemporanea.

Definirlo un genio molisano significa riconoscere, in senso celebrativo, il valore di un percorso che porta il nome della sua terra in un contesto scientifico di assoluto prestigio.

La sua storia dimostra che le origini geografiche non determinano i confini delle ambizioni.

E che anche una piccola regione può esprimere personalità capaci di contribuire alle più grandi sfide dell’umanità.

UN ORGOGLIO CHE IL MOLISE DOVREBBE CONOSCERE

Forse è arrivato il momento di dedicare maggiore attenzione a questi protagonisti della conoscenza.

Di raccontare le loro esperienze nelle scuole, di far conoscere i loro percorsi ai ragazzi e di ricordare che l’eccellenza non si misura dalla grandezza del territorio da cui si proviene.

Pasquale Di Nezza rappresenta una delle storie che il Molise può raccontare con orgoglio.

Da Isernia alle frontiere della fisica, dalla propria terra alle particelle più elusive dell’universo.

Perché il Molise non è soltanto una regione da cui si parte.

È anche una terra dalla quale possono nascere intelligenze capaci di guardare molto, molto lontano.

Fino alle soglie dello zeptoverso.