“Sei milioni di posti di lavoro creati in ottant’anni: è questo il tratto più distintivo e misurabile dell’azione di Confcooperative al servizio del Paese”. Lo ricorda Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica e della commemorazione del referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

In quella data storica, gli italiani scelsero la democrazia e affidarono ai membri dell’Assemblea Costituente il compito di scrivere la Carta fondamentale della Repubblica. Tra i 556 deputati eletti figuravano anche sette autorevoli esponenti del movimento cooperativo aderente a Confcooperative, protagonisti di una stagione che ha contribuito a plasmare i valori e l’identità del Paese.

La Costituzione italiana, caso unico nel panorama delle democrazie continentali europee, riconosce all’articolo 45 la funzione sociale della cooperazione. Un riconoscimento che oggi appare più attuale che mai, in un tempo segnato dalla crescente disgregazione dei legami sociali, dall’affermarsi di forme di capitalismo predatorio, dall’acuirsi delle disuguaglianze e delle fratture territoriali, dagli egoismi politici e da dinamiche che favoriscono la prevalenza del più forte sul più debole, alimentando scenari di conflitto e generando nuove macerie sociali ed economiche.

«Il mondo della cooperazione e Confcooperative Molise» – dichiara il presidente Riccardo Terriaca – «partecipano con profondo senso di responsabilità alle celebrazioni della Festa della Repubblica, nella piena consapevolezza dell’eredità che i Padri Costituenti hanno affidato alla cooperazione. Un’eredità che ogni giorno siamo chiamati a onorare attraverso il lavoro, la solidarietà e l’impegno per il bene comune.

Mai come oggi la cooperazione rappresenta uno strumento concreto di inclusione, coesione sociale e sviluppo sostenibile. Per questo rinnoviamo il nostro impegno a costruire comunità più forti e una società capace di guardare al futuro con maggiore giustizia, solidarietà e sostenibilità, senza lasciare indietro nessuno».