SAN PIETRO AVELLANA – Un luogo che un tempo rappresentava il lavoro e la quotidianità del paese oggi si trasforma in uno spazio dedicato all’arte, alla cultura e alla condivisione. È stato inaugurato Lunedì 29 giugno il Teatro Radice, il nuovo contenitore culturale nato dalla riqualificazione dell’ex mattatoio comunale, alla presenza di numerose autorità civili e militari e di una comunità che ha voluto partecipare a un momento destinato a segnare la storia del piccolo centro altomolisano.

Alla cerimonia hanno preso parte il Prefetto di Isernia, Dott. Giuseppe Montella, il comandante provinciale dei Carabinieri di Isernia, Colonnello Fabrizio Coppolino, l’assessore regionale Gianluca Cefaratti, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni e numerosi cittadini. La benedizione del teatro da parte dei parroci Don Felice e Don Mario Fangio, ha dato inizio all’inaugurazione.

Ad aprire la manifestazione è stata il sindaco Simona De Caprio, che ha sottolineato il valore simbolico dell’opera: «Il Teatro Radice rappresenta un investimento sul futuro della nostra comunità. Restituiamo ai cittadini uno spazio che diventa luogo di incontro, di crescita culturale e di opportunità per i giovani».

Il Sindaco Simona De Caprio con l’Architetto Tiziana Quaranta

Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento dell’architetto Tiziana Quaranta, che ha illustrato il percorso progettuale e tecnico che ha consentito di trasformare l’ex mattatoio comunale in un moderno teatro. Attraverso immagini e spiegazioni, ha ripercorso le diverse fasi della riqualificazione, evidenziando come un edificio ormai in disuso sia stato recuperato e restituito alla comunità, diventando oggi uno spazio polifunzionale destinato ad accogliere spettacoli, incontri, mostre ed eventi culturali. Una trasformazione concreta, visibile agli occhi di tutti, che rappresenta un esempio di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio pubblico.

Particolarmente emozionante anche l’intervento dell’attrice Patrizia Di Martino, ideatrice del progetto, che ha ripercorso il significato profondo dell’iniziativa. «Dalle radici montanare ho ereditato la testa dura – ha raccontato – ma un sogno diventa realtà solo quando qualcuno decide di ascoltarlo». Parole che hanno riassunto il senso di un percorso nato dall’amore per il paese d’origine della sua famiglia e dalla volontà di trasformare un edificio dismesso in una casa dell’arte aperta a tutti.

Il Sindaco Simona De Caprio con l’Attrice Patrizia Di Martino

«Questo teatro – ha spiegato – vuole essere uno spazio per spettacoli, reading, mostre, laboratori ed eventi. Un luogo dove far crescere i talenti di oggi e di domani, perché la cultura non appartiene solo alle grandi città, ma deve raggiungere anche i piccoli borghi».

Ad arricchire la serata è stata la raffinata esibizione della cantante Francesca Rondinella che, con la sua intensa interpretazione, ha regalato al pubblico uno dei momenti più emozionanti della manifestazione, contribuendo a rendere ancora più suggestiva l’inaugurazione del nuovo spazio culturale.

La Cantante partenopea Francesca Rondinella

Al termine della cerimonia il sindaco Simona De Caprio, insieme all’intera amministrazione comunale, ha voluto esprimere un sentito ringraziamento all’Arma dei Carabinieri consegnando alcune targhe ricordo al Colonnello Fabrizio Coppolino e ai militari dell’Arma. Un riconoscimento per l’impegno profuso nel riportare sicurezza sul territorio attraverso la risoluzione di un annoso problema legato alla presenza di bovini allo stato brado che rappresentavano un grave pericolo per la circolazione stradale e per l’attività di controllo del territorio. Un’azione che, come sottolineato dall’amministrazione comunale, ha contribuito anche a contrastare fenomeni di criminalità provenienti da territori limitrofi, restituendo maggiore serenità alla comunità locale.

Il Sindaco Simona De Caprio consegna una targa ricordo al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Isernia Col.Fabrizio Coppolino

Il nuovo Teatro Radice nasce nel cuore di un paese di poco più di quattrocento abitanti durante l’inverno, ma capace di moltiplicare la propria vitalità nei mesi estivi. Un borgo profondamente segnato dalla Seconda guerra mondiale, ma che ha saputo ricostruire la propria identità conservando intatto il legame con le proprie tradizioni e con il territorio.

L’inaugurazione ha rappresentato molto più del taglio di un nastro. È stata la celebrazione di una rinascita culturale che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Come ha ricordato Patrizia Di Martino nel suo intervento conclusivo, «le radici resistono, le radici creano, le radici fioriscono». Da oggi, a San Pietro Avellana, quelle radici hanno anche un palcoscenico.