Il Consiglio dei ministri, nella riunione di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eventi sismici che hanno colpito i comuni della provincia di Campobasso lo scorso mese di agosto.

«Un provvedimento che era nell’aria e che avevo preannunciato nei giorni scorsi», commenta a caldo il presidente della Regione, Donato Toma, che a Roma ha seguito da vicino la questione.

«Ringrazio il presidente Conte – sottolinea Toma – e gli altri esponenti del Governo per aver recepito le nostre istanze, anche se, da notizie in nostro possesso, la dotazione finanziaria dovrebbe essere pari a 2 milioni di euro, esattamente la metà del budget da noi richiesto. Ora siamo nelle condizioni di poter operare a pieno regime e di completare l’assistenza  già avviata alle popolazioni colpite, passando da una prima fase che ha riguardato la sistemazione provvisoria nelle tende ad una seconda che dovrà, per forza di cose, prevedere alloggi che non possono essere evidentemente le tende».

«Procederemo in parallelo – spiega il governatore – alla messa in sicurezza delle strutture pubbliche, operazione questa che potrebbe prevedere anche l’abbattimento di immobili, qualora l’intervento si rendesse necessario. Daremo, inoltre, priorità assoluta a quelle scuole che hanno subito danni dal terremoto, visto anche l’approssimarsi del nuovo anno scolastico».

«Voglio chiarire – conclude il presidente –  che il riconoscimento dello stato di emergenza riguarda l’assistenza alle popolazioni e la messa in sicurezza delle strutture pubbliche. È chiaro che siamo solo all’inizio di un iter più complesso che porterà la Regione Molise a chiedere ulteriori finanziamenti a sostegno dell’edilizia privata danneggiata dall’evento sismico».