E’ quanto prevede un avviso pubblicato dal Comune di Riccia.

di Gildo Palombo

In Molise, per combattere lo spopolamento si passa dalle chiacchiere ai fatti. Fino a 5.000 euro, una tantum, per ogni nucleo familiare che trasferisce la residenza di almeno un componente del nucleo originario e la mantiene per almeno cinque anni, unitamente alla dimora abituale, pena la decadenza dal contributo e la restituzione delle somme percepite. Questo è quanto prevede un avviso pubblicato dal Comune di Riccia (Campobasso) con la finalità di arginare il fenomeno dello spopolamento dei borghi e delle aree interne.

Lo spopolamento, oggi, deve essere inteso non solo come mero abbandono dei territori marginali, ma come una carenza di risorse e limite ai processi di qualificazione e sostenibilità territoriale. Ecco la chiave di tutto. Ecco perché bisogna interessarsi di riattivare i borghi abbandonati come entità territoriali fulcro di tradizioni e testimonianze dal forte valore umano e sociale. Nella nostra epoca di tecnologie avanzate e di globalizzazione, dedicarsi alle tradizioni di un territorio può sembrare una scelta strana, e magari perdente. Interessarsi della tradizione non significa rifiutare la modernità, ponendola in contrasto con la presunta purezza dell’antico, bensì conoscere ricchezze e saggezze per capire il significato del territorio che lo caratterizza e trovare forme sane ed equilibrate con le quali pensare l’oggi e il domani. E l’unico modo per preservare questo tipo di conoscenza trova risposta nella conservazione delle tradizioni.