di Francesca Lucia Angelone

Alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano, quest’anno, a far discutere non è stata una presenza, ma un’assenza: quella del Molise. Una scelta che ha sorpreso operatori e osservatori, soprattutto alla luce della partecipazione significativa registrata nelle ultime due edizioni, quando la regione si era distinta per visibilità e capacità di attrarre interesse istituzionale e turistico. Nel 2023, lo spazio molisano aveva coinvolto circa 60 operatori e registrato una stima di 20mila presenze, con collegamenti attivati anche con realtà internazionali, tra cui Italia, Svizzera, Croazia e Giappone. Un investimento compreso tra i 140mila e i 260mila euro che aveva contribuito a rafforzare il posizionamento della regione nel panorama turistico nazionale. Un’occasione mancata? Non secondo la Giunta regionale, che ha deciso consapevolmente di non partecipare all’edizione 2024. Alla base della scelta, da un lato, la tardiva approvazione del bilancio, ma soprattutto una strategia diversa: spostare il baricentro della promozione verso i mercati esteri. Il 2024, infatti, è stato individuato come l’anno del “turismo delle radici”, un segmento sempre più rilevante per intercettare le comunità italiane all’estero. In quest’ottica, la Regione ha pianificato la partecipazione a eventi internazionali di primo piano, in collaborazione con ENIT. Tra questi, la ITB Berlin, in programma dal 5 al 7 marzo, rappresenta uno degli appuntamenti più importanti a livello globale per il settore turistico. A questa si affiancano fiere dedicate all’agroalimentare, asset strategico per il territorio: Vinitaly, Cibus e Riga Food. L’investimento complessivo previsto si aggira intorno ai 500mila euro e sarà gestito da Sviluppo Italia Molise, che subentra all’Azienda autonoma di soggiorno e turismo del Molise nella gestione operativa delle attività promozionali. La scelta di puntare sull’estero trova riscontro anche nei dati: secondo analisi condotte da Touring Club Italiano ed ENIT, i turisti provenienti da Paesi come Regno Unito, Francia e Germania mostrano un crescente interesse per il turismo lento, fatto di cammini, natura e mobilità sostenibile. Un ambito in cui il Molise, per caratteristiche ambientali e autenticità, può giocare un ruolo competitivo. A conferma della vocazione dei borghi molisani, resta il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, assegnato a cinque comuni: Agnone, Ferrazzano, Frosolone, Roccamandolfi e Scapoli. Un marchio di qualità che continua a valorizzare i piccoli centri e a rafforzare l’identità turistica della regione. In definitiva, più che un’assenza, quella del Molise alla BIT appare come una scelta strategica: meno visibilità nazionale immediata, ma un investimento mirato su mercati internazionali e segmenti turistici in crescita. Una scommessa che potrà essere valutata solo nei prossimi mesi, alla prova dei risultati.

10 febbraio 2024