Non pensate che la realtà possa essere cambiata da quel principio terribile per cui una cosa diventa vera se ripetuta tante volte. Bene, seguiamo alla lettera il Frattura-pensiero e applichiamolo al concetto che lo stesso governatore adopera con maggiore frequenza: il Molise riparte/è ripartito. Davvero il Molise è ripartito, o è solo una frase dal sapore di propaganda che mistifica la realtà?

Al momento sembra proprio che il Molise sia fondamentalmente fermo, la disoccupazione resterà ancora a lungo in doppia cifra, l’economia regionale arranca e le aziende sono in difficoltà: dati impietosi che certificano sia la precarietà dell’economia che la mancanza di volontà da parte dell’esecutivo di svoltare in maniera consona e vigorosa.

Un Frattura combattivo e pimpante, quello che durante le conferenze stampa, con decisione difende i risultati ottenuti fin qui dal suo esecutivo ed è pronto a rilanciare sulle sfide future che attendono la nostra regione o quello che ne rimane. Ieri con grande giubilo Frattura e Nagni hanno annunciato il via a lavori pubblici per 150 milioni di euro.  Di cui 111,5 per la viabilità, 32 milioni per il sistema idrico e 13 milioni per il sistema depurativo e fognario, 236 gare espletate: relativi agli interventi previsti nell’ambito delle risorse Fsc – Par Molise – 2007-2013. I lavori dovranno essere completati entro dicembre 2018.

Frattura in conclusione, con grande entusiasmo ha detto: È finito il tempo della rassegnazione, adesso, con molta soddisfazione, aggiungo che si può guardare avanti con ottimismo”. Siamo certi che nella sua visione della cose sarà così, ma per i molisani la realtà è molto differente. Di annunci e denari sul piatto nei abbiamo sentiti e visti tanti, ma in concreto si è fatto poco o nulla.

Permangono tutta una serie di criticità nella nostra economia regionale, nonostante i timidi segnali di ripresa che si evincono dai dati Istat e Bankitalia. Sull’occupazione i dati non sono affatto confortanti, il jobs act, i voucher lavoro e garanzia giovani (flop totale in Molise) non hanno prodotto i risultati sperati, semmai in alcuni casi hanno creato nuovo precariato. Sono 6 mesi che il Molise è privo di un assessore al Lavoro, ma per Frattura sembra non essere un problema. Nel frattempo gli ex dipendenti di Esattorie Spa sono stati lasciati in balia delle onde e ancora oggi non sanno che ne sarà del loro destino. Circa 70 famiglie molisane abbandonate a se stesse illuse da promesse mai mantenute ed in attesa che il governatore trovi il tempo di risolvere la questione.

Lo Zuccherifico del Molise è fallito da tempo; la Gam è in un limbo tutto suo in attesa di miracolo; la zona industriale di Pozzilli è in via di desertificazione; l’Ittierre è morta e sepolta; la DR Motor di Macchia d’Isernia è un lontano ricordo; Missardi (comparto tessile) è fuggito da Isernia; Modaimpresa (formata da ex dipendenti dell’Ittierre spa) sta cercando a fatica un posto al sole nel tessile; le aziende nell’area Bojano – Campochiaro soffrono ma resistono, non si sa ancora per quanto tempo. Un quadro desolante ben lontano da una fantomatica ripresa/ripartenza.

Il Patto per il Sud è in attesa di firma, i tempi per l’attivazione dell’area di crisi rimangono un mistero, la sanità regionale è nel caos più totale, più che ripartenza ci pare una débâcle. Tutto questo mentre proseguono gli sfratti esecutivi, si susseguono centinaia di fallimenti, la crisi del commercio e dell’artigianato non si arresta e non si vedono investitori pronti a puntare sulla nostra regione. Come si fa a dire che il Molise sta ripartendo? Davvero si pensa di poter proseguire con la politica degli annunci per altri due anni? Non è di certo copiando l’entusiasmo e “l’annuncite” di Renzi che Frattura tirerà fuori il Molise dalle sabbie mobili. Incolpare i gufi non risolve i problemi, se non si è in grado di governare il Molise si faccia un passo indietro.

C.C.