Riceviamo e pubblichiamo nota stampa
“Se è vero che le misure stringenti messe in campo sono certamente da elogiare, è sempre più urgente l’assunzione di alcune decisioni in merito al trattamento sanitario del Covid 19 in Molise.
E’ necessario cioè prepararsi a qualsiasi eventualità anche ad una emergenza notevole.
Non è più tempo di chiacchiere che poi non si traducono in fatti.
A mio modesto avviso, e credo di interpretare anche il pensiero della totalità dei molisani,
occorre procedere con atti concreti. Concreti nel senso che
devono essere realizzati.
Ecco come.
Il presidente della Regione Molise, con la sua autorità che gli deriva da provvedimenti
nazionali, e per sua responsabilità deve, sempre a mio parere, emanare una ordinanza che
consenta:
1. di riutilizzare come ospedali i centri di Larino e Venafro oggi adibiti a “Case della salute” dal Piano Operativo vigente. L’ordinanza deve prevedere che le strutture di Larino e Venafro
debbano essere destinate esclusivamente
al trattamento del Covid 19. In questo modo si liberano le altre strutture ospedaliere del Molise per le altre attività ordinarie e urgenti di cuila popolazione ha necessità e si evitano situazioni di pericolosissima promiscuità.
 All’interno delle due strutture adibite all’emergenza Covid, devono essere anche previste, oltre alla rianimazione dedicata, anche il ricovero ordinario di pazienti contagiati e successive quarantene.
2. Occorre garantire una maggiore disponibilità di posti letto per la rianimazione e, di
conseguenza, è necessario l’approvvigionamento di attrezzature e l’assunzione di personale.
Per quanto riguarda il personale, in particolare, anche se si sta agendo con discreto ritardo
rispetto ad altre Regioni che si sono mosse prima di noi, occorre avere la massima
determinazione usando tutti i canali possibili e chiedendo aiuto e supporto a chiunque possa avere la possibilità di sollecitare professionisti che possano venire ad aiutarci. Compreso il personale in quiescenza.
Sempre in tema di personale, è necessario chiedere anche la disponibilità a tutte le strutture private del Molise, in particolare a Neuromed e Cattolica perché anche i loro professionisti si mettano a disposizione delle strutture che gestiranno l’emergenza (Larino e Venafro). Inoltre si potrebbe coinvolgere l’Università del Molise magari contattando le scuole di specializzazione italiane in anestesia tramite la facoltà di Medicina.
3. E’ necessario procedere, senza indugio, ad eseguire i tamponi a tutto il personale sanitario, compresi i farmacisti, e ai pazienti già ricoverati negli ospedali (vista anche la promiscuità di queste settimane) allo scopo di avere una mappatura per individuare possibili focolai di infezioni per gli asintomatici.
4. Assumere un numero sufficiente di infermieri e del personale del comparto. Senza
esitazioni.
Sono consapevole delle difficoltà ma, data l’assenza di una sede di condivisione politica per la gestione dell’emergenza, ho sentito il bisogno di dare un mio contributo in questa difficile fase della nostra vita che non appare di rapida soluzione ma che necessita di un più lungo periodo di tempo”.
Michele Iorio