Si al fotovoltaico, ma senza consumo di suolo agricolo

di Gildo Palombo

Durante la Giornata Mondiale del Suolo, la Coldiretti denuncia gli effetti micidiali del cambiamento climatico, dove gran parte del territorio è a rischio idrologico per frane ed alluvioni. Negli ultimi anni, infatti, in Italia, un terzo della superfice agricola utilizzabile si è ridotta notevolmente, a causa della forte cementificazione e della proliferazione indiscriminata di campi fotovoltaici a terra. il Molise non è da meno. Anzi, presenta il valore più alto, in termini di consumo di suolo pro capite rispetto alle regioni italiane, secondo quando riportato dai dati della SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente). Il rischio del dissesto idrologico è molto alto, soprattutto nelle aree interne e montane, che rende ancora più difficile la vita agli imprenditori agricoli. Le acque piovane non filtrano ma scorrono in superfice, aumentando la possibilità di veri e propri disastri. C’è da difendere non solo il patrimonio agricolo, ma la disponibilità di terreni fertili, che a medio e lungo termine andranno ad influire sui rifornimenti alimentari e sulla produzione regionale.

Sarebbero necessari una serie di interventi atti a recuperare le acque sui territori molisani, con opere quali bacini di raccolta delle acque piovane, in modo da gestire al meglio le risorse con appropriate condizioni, per farsi trovare pronti ai cambiamenti climatici in atto.