La legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti ha 55 anni e necessita di una modifica oramai improcastinabile. Tra i punti necessari: la rappresentanza, l’albo con i due elenchi, l’accesso alla professione, l’esclusività, l’esame di stato.

La diffamazione a mezzo stampa, il famoso 595, sono più volte che resta nei cassetti delle due Camere, senza una legge definitiva che vieti il carcere ai giornalisti, i quali rischiano fino a 6 anni di reclusione.

Intercettazioni, legge 150/2000 (uffici stampa nella P.a.), le forme di sostegno all’editoria (radio, tv, editoria elettronica, carta stampata, piccola editoria), il diritto d’autore nell’editoria, sono leggi e temi che vanno affrontati, specie per quelle realtà come il Molise che necessitano di particolare attenzione e tutela.

A tal riguardo i consiglieri nazionali dell’ordine del Molise Vincenzo Cimino e Cosimo Santimone chiedono ai candidati nei collegi molisani al Parlamento, di formalizzare una manifestazione di intenti, di impegno nei settori suindicati, concertando con i sottoscritti e l’Ordine dei Giornalisti, delle fattive proposte di legge ed emendamenti alle leggi esistenti.

I candidati invitati sono tutti, ma in primo luogo, i giornalisti candidati, già di per se espressione della categoria: Aida Romagnuolo, Luigi Mazzuto, Mario Pietracupa, Pietro Eremita e Matteo D’Errico.

Cordialmente

Vincenzo Cimino

Cosimo Santimone