Il dato occupazionale rappesenta il 7,5% dei lavoratori molisani

di Gildo Palombo

L’agricoltura“…questa nobile arte, senza della quale niuno esisterebbe”. Così diceva Giuseppe Maria Galanti, illuminista molisano del ‘700. Ed effettivamente, da allora, le cose non sono cambiate molto.  L‘età moderna è contrassegnata dall’affermazione del particolarismo agrario, cioè dal passaggio dalla gestione collettiva alla privatizzazione della terra, o almeno delle parti incolte di essa. Nel tempo, si va sempre di più verso intensificazioni produttive e tecniche che hanno determinato una formazione del paesaggio ed un capitalismo agrario. In Molise, ad oggi, secondo i dati della Coldiretti, l’agricoltura rappresenta circa il 6% del PIL dell’intera regione, dando un peso molto forte anche in termini occupazionali. Il settore agricolo, infatti, rappresenta il 7,5% rispetto a tutte le persone che lavorano nel territorio. Solo nel Basso Molise ci sono circa 2800 aziende agricole che rappresentano il 40% del PIL e dell’occupazione del comparto agricolo regionale. Purtroppo ci sarebbe un dato negativo, che riguarda non solo l’imprenditore agricolo, ma ahimè, i consumatori. Ad oggi, i prezzi dei prodotti agroalimentari sono in continuo aumento. Questo fattore comporta una serie di risvolti negativi, non solo per le tasche dei consumatori finali, ma anche e soprattutto per le imprese agricole, in quanto il continuo aumento non sempre comporta benefici all’imprenditore, ma proprio al contrario è causato a sua volta da un continuo aumento delle materie prime e dei mezzi di produzione. Bisognerebbe fermare questo trend di aumenti e favorire le piccole e medie aziende locali del settore agro-alimentare, incentivando punti di vendita diretta, e la nascita di mercatini agricoli “Km Zero” nei comuni.  Bisognerebbe poi, che i prodotti molisani e l’agricoltura locale soprattutto da produzioni eco-compatibili, incrementassero la “filiera corta“, con tutti i benefici che ne conseguono (minori costi, minor inquinamento, maggior salute e ricostruzione dell’economia locale).

Infine, molto importanti questi dati, soprattutto in funzione di un quadro generale dell’economia molisana che sembrerebbe stentare alla ripresa post Covid, ma che vede nel settore primario un carro trainante, che potrebbe rivelarsi fondamentale per l’intera economia regionale.