di Pietro Tonti

Per anni Isernia è stata considerata una piccola isola felice. Una città tranquilla, lontana dai grandi problemi delle metropoli, dove il senso di comunità e la sicurezza rappresentavano parte dell’identità quotidiana dei cittadini. Oggi però qualcosa sembra essere cambiato, e gli ultimi episodi avvenuti nel centro storico stanno alimentando un forte clima di preoccupazione tra residenti e famiglie.

Negli ultimi mesi si sono verificati fatti che molti isernini definiscono senza precedenti. Tra questi, il pestaggio di un cittadino extracomunitario da parte di un giovane, avvenuto nell’indifferenza generale, senza che nessuno intervenisse per fermare la violenza. Un episodio che aveva già acceso il dibattito sul disagio giovanile e sulla perdita di punti di riferimento educativi e sociali.

Ma è quanto accaduto ieri sera durante i festeggiamenti dedicati a Papa Celestino V ad aver colpito profondamente la cittadinanza. In Piazza Mercato e nell’area di Piazza Andrea d’Isernia, un gruppo di circa dieci ragazzi avrebbe dato vita a scene di caos e violenza: lancio di bottiglie di vetro, urla, provocazioni e una vera e propria rissa tra gruppi contrapposti davanti a cittadini e famiglie presenti alla festa patronale.

Secondo alcuni testimoni, la scena ricordava immagini viste nei film ambientati nei quartieri più difficili delle grandi città americane. E proprio questo confronto rende ancora più forte lo shock della popolazione locale: perché non si parla del Bronx o di periferie degradate, ma del cuore di una piccola città molisana da sempre associata a ritmi lenti e convivenza civile.

A rendere ancora più inquietante il quadro, raccontano alcuni presenti, è stata la presenza di famiglie con bambini costrette ad allontanarsi rapidamente per evitare di essere coinvolte nei tafferugli. In alcuni video circolati sui social si vedrebbe persino una giovane madre con una carrozzina tentare di schivare i ragazzi in fuga o coinvolti nella rissa.

Tutti italiani, secondo le prime ricostruzioni, i giovani coinvolti negli episodi.

Il fenomeno riapre inevitabilmente il confronto sul comportamento delle nuove generazioni, in particolare della cosiddetta Generazione Alpha, quella dei ragazzi cresciuti completamente nell’era degli smartphone, dei social network e della comunicazione digitale permanente.

C’è chi parla di disagio sociale, chi punta il dito contro la crisi educativa delle famiglie, chi contro l’assenza di spazi aggregativi sani e chi ancora attribuisce responsabilità alla perdita di autorevolezza delle istituzioni educative. Temi complessi che sociologi e psicologi affrontano da tempo e che spesso dividono l’opinione pubblica.

Ma tra molti cittadini prevale soprattutto un sentimento di amarezza e di rifiuto verso l’idea che episodi simili possano diventare “normali” anche a Isernia.

Sui social e nelle conversazioni in città cresce infatti la richiesta di maggiori controlli nelle aree della movida e durante gli eventi pubblici. Molti chiedono una presenza più visibile delle forze dell’ordine, interventi preventivi e misure più severe contro chi trasforma momenti di festa in occasioni di violenza e degrado.

La preoccupazione principale riguarda il rischio di assuefazione: che episodi considerati eccezionali possano col tempo diventare parte della quotidianità.

E proprio questo, per molti cittadini di Isernia, rappresenta il timore più grande.