La nostra regione compie gli anni e festeggia il suo compleanno!

di Gildo Palombo

In questi giorni ricorre l’anniversario del riconoscimento costituzionale dell’autonomia regionale. Il 27 dicembre 1963 la nascita ufficiale della Regione Molise. Sono passati 58 anni dal riconoscimento della nostra regione come autonoma, dopo una lunga e difficile battaglia parlamentare, durata per più legislature. In occasione di tale ricorrenza, anche il Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Micone, ha dichiarato: “Quella di oggi è una ricorrenza molto importante  per il Molise e per i molisani.

58 anni fa il Molise, quale territorio omogeneo per cultura, storia, tradizioni e  sistema socio – economico, vedeva riconosciuta, dopo una lunga e difficile battaglia parlamentare,  protrattasi per più legislature, la sua autonomia regionale. Iniziava così un percorso che ci ha consentito,  come territorio e come popolo, di poter disegnare un futuro alla nostra portata e di conservare le specificità  di ciascuno delle 136 comunità locali.

Certo, di problemi ce ne sono stati tanti in questi anni, ma come  abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, anche in occasione della celebrazione dei 50 anni di  attività del Consiglio regionale, li abbiamo affrontati insieme come forze politiche, economiche e sociali.  Nei momenti di maggior difficoltà abbiamo saputo fare sistema. Sulla base, dunque, del nostro passato,  dobbiamo oggi trovare la forza per percorrere insieme, ciascuno con le proprie peculiarità ideologiche e  politiche, la strada di un domani in cui ogni molisano non si senta mai lasciato indietro e in cui ciascun  cittadino, prescindendo dalla cultura o dall’età, si senta protagonista. Viva il Molise e viva la nostra  autonomia”.

Oggi il Molise continua ad essere una delle regioni italiane più discusse, sia in tema di riconoscimento della sua autonomia, sia per quello che riguarda il tessuto economico- sociale.

Sicuramente guardando indietro, sarebbe opportuno fare una serie di riflessioni. Innanzitutto, quel sentimento di riscatto che attanagliava, circa sessant’anni fa, il nostro territorio che era considerato tra i più poveri d’Italia, è avvenuto solo in parte. Il sogno di rinascita del settore agricolo, dello sviluppo industriale e degli altri settori dell’economia, spinti da progetti che avevano premesse di tutto rispetto, si sono rivelati poi, molto limitati. Questo per una serie di fattori, tra cui una classe dirigente politica non sempre all’altezza. Difatti ancora oggi, il Molise è tra le regioni più povere d’Italia, risultando tra le ultime 5 regioni italiane per PIL procapite, con un’alta incidenza del lavoro precario, anche aggravata dal periodo della pandemia.

Altro grave fattore di questi ultimi anni riguarda lo spopolamento continuo. Una costante “fuga” dal Molise verso le altre regioni italiane o verso l’estero, dovuta da una mancanza di prospettive future per i giovani, da infrastrutture carenti e da una sanità commissariata da molti anni ormai, tanto è vero che si parla di essere nuovamente accorpati con i cugini abruzzesi. I giovani sono sempre più sconfortati e per questi motivi il Molise perde 11 abitanti al giorno di media, che cerca fortuna altrove.

Ma non è detta l’ultima parola! Il rilancio molisano potrebbe avvenire proprio con fondi europei del PNRR. Le risorse in arrivo dovranno essere utilizzate in modo diligente ed oculato. Tutti questi fondi dovranno essere utilizzati come investimenti per creare posti di lavoro ed un’economia forte concentrata su settori specifici per la ricerca e innovazione, tecnologie digitali, gestione sostenibili delle risorse naturali, piccole imprese.