di Pietro Tonti

La Holding Colella: «In estate transitano circa quattro mezzi pesanti l’ora, due nella stagione fredda. Un sistema semaforico può regolare il passaggio». Il Comitato Longano-Castelpizzuto chiede sicurezza e interventi strutturali

LONGANO – Il convegno pubblico dedicato alla Strada Provinciale 21 Volturno Pentrica, svoltosi mercoledì scorso a Longano e fortemente voluto dal Comitato Longano-Castelpizzuto, ha riportato al centro del dibattito una questione che da anni interessa le comunità di Longano e Castelpizzuto: come conciliare il traffico dei mezzi pesanti legato alle attività produttive con la sicurezza dei residenti e con le condizioni di una strada provinciale caratterizzata da carreggiata stretta, dissesti e criticità idrogeologiche.

Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia di Isernia Daniele Saia, il segretario regionale CSA della Polizia Locale Ettore Cibelli, rappresentanti del Comitato Infrastrutture Molise, tra cui il presidente Salvatore Petrone e il segretario, avvocato Donato De Marco, oltre al presidente del Comitato promotore prof. Gioacchino Granata e al vicepresidente Fernando Antonio Carlucci.

Il convegno di Longano sull’argomento SP21

Dal convegno è emersa la necessità di distinguere tra interventi immediati e soluzioni strutturali di medio-lungo periodo.

L’ipotesi immediata: un semaforo per regolare il passaggio dei Tir

Tra le soluzioni temporanee discusse figura l’installazione di un impianto semaforico in grado di disciplinare il passaggio dei mezzi pesanti attraverso il centro abitato di Longano, evitando soprattutto l’incrocio contemporaneo dei Tir nei punti più stretti.

Resta però da stabilire dove collocare gli impianti e con quali modalità gestire il traffico.

Su questo punto interviene direttamente la Holding Colella, proprietaria dell’attività di imbottigliamento Castellina, che non aveva preso parte al convegno. Prima della pubblicazione abbiamo contattato l’azienda per raccogliere anche la sua posizione.

Secondo quanto riferito dalla società, durante la stagione estiva e nei mesi più caldi transiterebbero sulla SP21 circa quattro Tir ogni ora, numero che scenderebbe a circa due all’ora durante la stagione fredda.

Tir in transito sulla SP21

Per l’azienda, la soluzione più razionale nell’immediato sarebbe quella di installare un sistema semaforico in prossimità dell’ingresso e dell’uscita del centro abitato, con brevi tempi di attesa, anziché prevedere limitazioni o punti di arresto a diversi chilometri di distanza.

L’obiettivo sarebbe creare una sorta di senso unico alternato temporaneo per i mezzi pesanti, evitando che due camion possano trovarsi contemporaneamente nelle strettoie del paese e riducendo così il rischio di ingorghi.

Il nodo della sicurezza nel centro abitato

La questione, tuttavia, non riguarda esclusivamente il numero dei Tir.

La SP21 attraversa direttamente Longano e presenta tratti nei quali gli spazi disponibili sono particolarmente ridotti. A questo si aggiungono le condizioni generali dell’infrastruttura, più volte oggetto negli anni di segnalazioni, ordinanze e interventi.

Il Comitato Longano-Castelpizzuto insiste soprattutto sulla necessità di tutelare l’incolumità dei cittadini e degli automobilisti, sostenendo che una soluzione provvisoria non possa sostituire un intervento strutturale.

Sul tema è stato inoltre predisposto un esposto nel quale vengono segnalati il traffico pesante, il dissesto della provinciale, il rischio di incidenti e il progressivo deterioramento dell’infrastruttura pubblica. Nel documento vengono richiesti interventi alla Provincia, alla Prefettura e agli altri enti competenti.

La posizione dell’azienda introduce però un ulteriore elemento nel confronto. Secondo quanto riferito dai suoi responsabili, gli autotrasportatori avrebbero più volte segnalato anche la presenza, lungo alcuni punti della provinciale nel centro abitato, di automobili parcheggiate e occupazioni di suolo con tavoli e sedie, circostanze che potrebbero restringere ulteriormente gli spazi disponibili.

La società chiede pertanto che Comune e Provincia verifichino puntualmente la regolarità delle eventuali occupazioni e della sosta nei tratti più delicati.

La replica del Comitato: «Adesso la colpa è della popolazione?»

Alle osservazioni avanzate dall’azienda replica Fernando Antonio Carlucci, vicepresidente del Comitato Longano-Castelpizzuto, che respinge l’idea che il problema della SP21 possa essere ricondotto principalmente alla sosta delle automobili o alla presenza di tavoli e sedie lungo alcuni tratti del centro abitato.

«Adesso la colpa è della popolazione? Il punto, oggi, è uno solo: lungo la SP21 mancano le condizioni minime di sicurezza previste dalla normativa in materia di circolazione stradale, soprattutto nell’attraversamento dei centri abitati. Non possiamo spostare l’attenzione dal problema principale.»

Carlucci richiama quindi i numeri forniti dalla stessa azienda: circa quattro Tir ogni ora nei periodi di maggiore attività e due Tir l’ora durante la stagione fredda. Un volume di traffico pesante che, secondo il vicepresidente del Comitato, deve essere valutato alla luce delle caratteristiche della provinciale e, in particolare, delle strettoie presenti nell’abitato di Longano.

Fernando Antonio Carlucci Vicepresidente del Comitato Longano Castelpizzuto

«La soluzione immediata è ridurre il numero dei mezzi pesanti che attraversano il paese. Non si può pensare che basti un semaforo per trasformare una strada strutturalmente inadeguata in una strada sicura. Regolamentare il traffico può essere una misura temporanea, ma sicurezza significa innanzitutto diminuire l’esposizione al rischio.»

Il vicepresidente sottolinea inoltre che il Comitato non intende contrapporre sicurezza e occupazione, né mettere in discussione il valore economico dell’attività produttiva presente sul territorio.

«Nessuno vuole impedire a un’azienda di lavorare e nessuno vuole mettere a rischio posti di lavoro. Ma allo stesso modo nessuno può chiedere ai cittadini di accettare un livello di rischio permanente come prezzo da pagare per garantire un’attività economica. Lavoro e sicurezza devono convivere. Se oggi non convivono, spetta alle istituzioni trovare la soluzione.»

Da qui la richiesta del Comitato: nell’immediato riduzione e regolamentazione del traffico pesante, accompagnate da controlli e misure di sicurezza; parallelamente, l’avvio concreto dell’iter per individuare una soluzione definitiva che possa liberare il centro abitato dal transito industriale. Questo è quello che sto sollecitando alle autorità la pericolosità non la costruzione di strade, stiamo perdendo di vista la questione principale la “pericolosità” che va oltre ogni limite non è possibile che le autorità e le forze di polizia fanno finta di non capire.

«Il punto non è essere contro l’azienda. Il punto è essere dalla parte della sicurezza. Prima che accada qualcosa di irreparabile.»

 Bretella da 15 milioni: la soluzione definitiva?

Per il futuro, una delle ipotesi più importanti emerse dal confronto è la realizzazione di una bretella esterna all’abitato di Longano, che consentirebbe ai mezzi pesanti di evitare completamente il passaggio nel centro del paese.

Una prima ipotesi progettuale prevederebbe un investimento nell’ordine dei 15 milioni di euro.

Il Presidente della Provincia di Isernia Daniela Saia presente al convegno

Una cifra importante che renderebbe necessario reperire finanziamenti regionali o nazionali. Si tratterebbe però di una soluzione capace di separare stabilmente il traffico industriale dalla viabilità interna del centro abitato.

Ed è proprio qui che si concentra una delle questioni decisive: continuare a gestire l’emergenza oppure investire definitivamente su una nuova infrastruttura?

L’altra ipotesi: una condotta per portare l’acqua a valle

Durante il convegno è stata discussa anche una seconda possibilità: realizzare una condotta dallo stabilimento Castellina di Castelpizzuto verso un’area a valle, dove potrebbe essere organizzata l’attività di imbottigliamento o parte della logistica.

Una soluzione che, almeno teoricamente, potrebbe ridurre drasticamente il numero dei mezzi pesanti sulla SP21.

Ma l’ipotesi presenta difficoltà tecniche, autorizzative ed economiche.

La stessa azienda manifesta forte scetticismo, evidenziando la complessità di ottenere le autorizzazioni necessarie per una condotta lunga diversi chilometri e gli investimenti milionari che sarebbero richiesti.

Resta inoltre una domanda fondamentale: chi dovrebbe sostenere il costo dell’opera?

Un intervento finanziato interamente con risorse pubbliche a beneficio diretto di un’attività privata porrebbe inevitabilmente questioni giuridiche ed economiche che dovrebbero essere attentamente valutate. Castellina: «Produzione e posti di lavoro devono essere tutelati»

La Holding Colella sottolinea anche il peso economico dell’attività sul territorio. Secondo i dati forniti dalla stessa azienda, il gruppo verserebbe oltre 2,5 milioni di euro di imposte e impiegherebbe circa 60 lavoratori diretti, ai quali si aggiungerebbero circa 300 addetti nell’indotto distributivo.

La posizione aziendale è quindi netta: le criticità della strada non possono tradursi nel blocco dell’attività produttiva e degli stipendi dei lavoratori.

Secondo Castellina, nell’attesa di opere strutturali sarebbe necessario garantire manutenzione costante della provinciale, destinando ogni anno risorse alla prevenzione di frane, dissesti e interruzioni della circolazione.

Sicurezza e lavoro: la sfida è non contrapporli. Dopo anni di problemi, la vicenda della SP21 sembra dunque essere arrivata a un punto nel quale non è più sufficiente stabilire chi abbia ragione tra residenti, istituzioni e azienda.

Le esigenze in campo sono tutte concrete: la sicurezza dei cittadini, la tutela dei lavoratori, la continuità delle attività produttive e la salvaguardia di un’infrastruttura pubblica.

Un semaforo può rappresentare una misura immediata per disciplinare il traffico. Ma difficilmente potrà essere considerato la risposta definitiva a un problema infrastrutturale che si trascina da anni.

Il vero risultato del convegno di Longano potrebbe essere proprio questo: aver spostato la discussione dalla gestione quotidiana dell’emergenza alla necessità di individuare una soluzione strutturale, tecnicamente sostenibile e finanziariamente realizzabile.

Perché con quattro Tir l’ora nei periodi di maggiore attività, una strada fragile e un centro abitato attraversato quotidianamente dai mezzi pesanti, sicurezza e sviluppo economico non possono continuare a essere considerati due obiettivi alternativi.

La SP21 ha bisogno di entrambi.