Con la scellerata scelta del mancato rinnovo delle assunzioni degli operai cantonieri da parte della Provincia di Isernia, si è interrotto un servizio pubblico a gestione diretta che per anni aveva garantito professionalità e sicurezza per la viabilità e l’emergenza neve, con risparmio di costi rispetto alla minor qualità e quantità di servizio che si verifica con la privatizzazione.
La battaglia per il rinnovo dei suddetti contratti ai cantonieri contro la privatizzazione non è finita, e continuerà sulla base della piattaforma già diffusa ove si indicano precise norme e risorse che consentono il suddetto rinnovo contrattuale, che siamo riusciti a rinvenire nel caso di specie, nonostante la sfavorevole e assurda legislazione diretta a colpire i lavoratori e la gestione pubblica dei servizi.
Nondimeno dobbiamo porre all’attenzione pubblica e delle autorità in indirizzo le urgenti questioni in tema di sicurezza insorte a seguito della privatizzazione totale del servizio, elencando di seguito le criticità legate all’appalto recente alle sole ditte private del servizio neve 2016/2017.
1)- IN MATERIA DI SICUREZZA DEL LAVORO
A)- Non è dato sapere se le ditte private affidatarie dell’appalto attuale (piano neve 2016/2017) hanno fornito la garanzia di avere mezzi idonei e destinati allo scopo, cioè le macchine operatrici complesse; in merito si fa presente che si nutrono forti dubbi circa la regolare usabilità di mezzi agricoli per il servizio neve e/o manutenzione stradale atteso che essi hanno di norma ben altra destinazione d’uso; peraltro essi potrebbero anche essere stati oggetto di finanziamenti incentivanti per l’attività agricola il che comporterebbe ulteriori criticità dal punto di vista della legalità di un impiego diverso.
B)- Non è dato sapere se le ditte appaltatrici siano anche proprietarie dei mezzi agricoli e altri mezzi utilizzati (coincidenza di intestazione) e se vi sia da parte della Motorizzazione civile l’omologazione prescritta circa l’applicazione degli accessori (lame ecc.).
C)- Non è dato sapere con quali modalità saranno effettuati i controlli sull’operato delle ditte in questione e in particolare, circa:
D)- la regolarità delle assunzioni del personale utilizzato dalle ditte appaltatrici, ed il relativo possesso dei requisiti per la mansione, il rispetto del parametro di n. 2 unità per un massimo di 13 ore giornaliere ciascuno con pause obbligatorie di legge ogni mezzo operativo complesso (ammesso che vi sia) ed in tal caso anche se tale personale sia dotato della specifica patente;
E)- il controllo del tipo di carburante utilizzato a fronte del rischio che esso sia di tipo non idoneo allo scopo (ad esempio: agricolo pagato per normale);
F)- nonché circa la verifica delle ore effettivamente svolte dalle ditte medesime.
G) se l’operatività dei mezzi su strada delle Ditte private sia supportato da idonee misure di sicurezza (segnaletica e specifiche polizze assicurative).
2)- SULLA INSUFFICIENZA DEL SERVIZIO.
Prima facie e sula base delle esperienze maturate in anni di lavoro, appare insufficiente l’impiego previsto delle sole ditte private già al piano neve, come avevamo già evidenziato pubblicamente; ora tale criticità appare ancor più evidente a fronte di tutte le doglianze ed insufficiente emerse in merito alle carenze del piano neve al primo eventi atmosferico verificatosi.
Non solo: la manutenzione ordinaria delle strade rimane comunque scoperta, essendo il servizio neve solo una parte eventuale ed emergenziale. Ad esempio si è notato che, nell’assistere alle operazioni di spargimento sale, esso è stato disperso in modo poco razionale sul manto stradale ed in quantità che ci sono sembrate superiori alle esigenze; ciò, peraltro, può recare danni di erosione del manto stradale e danni alle auto, oltre che costituire un danno erariale. Questa è la tipica conseguenza della inesperienza professionale.
3)- L’EVENTUALE INCHIESTA ERARIALE
In merito chiederemo alla Corte dei conti di verificare se, in merito la assurda scelta di privatizzare operata dall’ente, sia scellerata solo da un punto di vista di indirizzo politico o se vi siano anche risvolti di possibili danni erariali in relazione ai seguenti aspetti:
– Sul corretto impiego dei fondi vincolati per legge allo scopo della viabilità; in merito chiederemo un dettagliato rendiconto per verificare il rispetto del vincolo e di cui abbiamo già fatto presente nei vari tavoli la esistenza di oltre 5 milioni di fondi vincolati alle spese correnti funzioni fondamentali (per il dettaglio si rinvia alle nostre proposte formalizzate);
– a seguito del mancato rinnovo contrattuale dei cantonieri non di ruolo e a tempo, sul danno erariale che potrebbe verificarsi in conseguenza della privatizzazione e dunque del mancato impiego dei mezzi in dotazione della provincia, delle spese di manutenzione sostenute per tali mezzi, (v. tabella mezzi riportata nella nostra piattaforma formalizzata anche al Prefetto di Isernia), nonché del conseguente mancato utilizzo dei 10 cantonieri di ruolo rimasti in forza all’ente;
– a seguito dei costi maggiori che si affrontano con i privati, e soprattutto se si considera il miglior livello quali-quantitativo riconosciuto in caso di utilizzo dei cantonieri oggi non rinnovati.
Chiediamo pertanto un urgente riscontro su tutto quanto sopra, nell’interesse pubblico e della sicurezza viaria nella nostra provincia, in particolare al fine di prevenire ulteriori futuri rischi e disagi connessi a prossimi eventi atmosferici e comunque alla insufficiente manutenzione stradale.
COMITATO CANTONIERI PROVINCIA DI ISERNIA
“OSVALDO PALLOTTA”