di Pietro Tonti

Parrebbe ci sia un disegno macabro da parte del Governo, dettato dai poteri forti dell’Eurozona, atto ad  infierire in maniera determinante sull’economia delle piccole imprese, sempre loro, vessate da tasse e chiusure, senza privilegi e nessun diritto.

Inspiegabile in piena pandemia, il rinvio del pagamento delle tasse dal 30 novembre al 30 di Aprile 2021.

Cosa dovrebbe cambiare in 5 mesi nella nostra economia per fare reddito, sopravvivere e trovarci il 30 aprile prossimo con il denaro sufficiente per coprire i debiti contratti con il fisco?

Il Molise pandemico ancora peggio. Già le piccole imprese provengono da una situazione di sopravvivenza con redditi scarni. I fondi stanziati dalla regione per le imprese a fondo perduto, non serviranno per il rilancio, ma per pagare le tasse di Aprile, per chi avrà la fortuna di accedervi e arrivare a questa data, se intanto non ha chiuso prima.

Con l’assenza di un Natale commerciale dove è notoriamente dimostrato che il reddito per quasi tutto l’anno, si esprime in questa festa comandata per le piccole imprese, come si giungerà alla fine di aprile con il gruzzolo da versare nelle casse dell’erario?

Il condono tombale no, questo non è possibile, le regole dell’Europa non lo prevedono, ma nessuno è in grado di far capire ai vertici europei che lo zoccolo duro dell’economia italiana è rappresentato dalle 5,5 milioni di partite iva che stanno morendo di stenti?

Non riescono a coprire le tasse che lo Stato impone e chiudendo saranno a carico dello stesso, andranno a pesare in maniera determinante sullo stato sociale e sul welfare, quindi a carico della stessa Europa.

Senza le partite iva non si potranno garantire gli stipendi agli statali e agli stessi parlamentari. Stiamo giocando con il fuoco e prima o poi ci si scotterà.

In questa contesto nefasto. si spalancano le porte alla malavita organizzata che giunge nel Molise ad acquistare attività economiche a quattro soldi.

E’ così difficile comprendere che se si vuole ripartire, bisogna azzerare tutti i debiti e porre le piccole e medie aziende nella condizione di portare un reddito alle proprie famiglie?

Non si possono solo garantire, come privilegiati gli stipendiati del pubblico impiego e sopprimere senza alcun interesse chi ci ha messo di proprio. Chi ha garantito con la propria casa alle banche uno scoperto di conto corrente; chi ha contratto debiti per un franchising e ha cercato strenuamente di resistere per poi soccombere sotto i colpi di una vessazione fiscale, tra burocrazia estrema, limiti e controlli, consulenti e fitti.

Ora con un anno di pandemia e incassi miseri, come si fa ad onorare le pretese del Governo, che parrebbe aver fatto un enorme favore alle imprese rimandando ad aprile i versamenti del secondo acconto Irpef, Ires e Irap, ma non impedendo ai contribuenti di versare ill secondo acconto dell’INPS in scadenza il 30 novembre?

Nessuno ne parla come se tutto rientri nella normalità delle cose, ma quanto mai. La povertà è palpabile in ogni segmento e le tensioni sociali sono in aumento, la politica economica di questo paese con il covid, ci sta conducendo sul lastrico senza alcun dubbio, ma per il Governo, tutto va bene, tutto è regolare, tutto procede, come un treno in mezzo a un temporale.