di Gildo Palombo

Con l’addio ai motori termici del settore auto, l’industria metalmeccanica molisana dovrà essere riconvertita dal 2035

Nell’epoca della tecnologia, dei computer e delle energie rinnovabili, anche il settore auto sta cambiando pelle. L’unione europea ha imposto dei vincoli con delle norme comunitarie che prevedono che, dal 2035, ci sarà il blocco di vendite delle vetture equipaggiate con motore termico. Questo fattore, non di poco conto, determina e determinerà degli interrogativi e dei dubbi su quel che è l’industria metalmeccanica regionale. Difatti, in Molise, oltre al marchio DR che opera a Macchia d’Isernia, da tanti anni ormai è presente lo stabilimento di Termoli dell’ex gruppo Fiat, ora divenuto Stellantis. Migliaia di operai occupati nell’indotto dell’auto, che hanno contribuito in questi anni a creare valore a produrre manufatti di qualità e ad innovare i processi organizzativi delle linee e delle turnazioni partecipando ai processi di automazione tecnologica degli impianti con impegno professionale, competenza e dedizione.

Vi è di più. C’è un territorio in cui sono presenti da decenni imprese dell’indotto dell’auto (PROMA, SATA sud, ecc) che comprende anche il nucleo industriale di Pozzilli – Venafro e ci sono professionalità pronte a sostenere ogni progetto di sviluppo ulteriore in questo settore.

Ma con l’avvento di queste nuove normative europee, molti sono i timori, i dubbi, le incertezze sulle reali missioni produttive dei siti industrali molisani e di tutto il condotto collegato. La conversione della produzione sarà di fatto obbligata, bisognerà destinare un fondo specifico per poter produrre nuove auto elettriche.

La sfida è appena iniziata anche nel settore dell’automotive. Un settore, questo, che nella nostra regione rappresenta una determinante fetta dell’industria metalmeccanica molisana