La programmazione dei Teatri in Molise

10 novembre 2016

PICCOLO TEATRO GIL – CAMPOBASSO ore 21,00

Auditorium Giovannitti – Via Milano

DOPPIO PASSO

TACE LA VOCE, URLA IL CUORE! – LE VIE DEL BUDDHA

RECITAL DI E CON STEFANO SABELLI

MUSICHE A CURA DI ANGELO E MARIA MIELE (BAJAN E VIOLONCELLO)

 

 

10 novembre 2016

RESIDENZA DEL PRETE – VENAFRO (IS) ore 21,00

IL DUCE HA SEMPRE RAGIONE

REGIA DI GIANNI MANUSACCHIO

DA UN’IDEA DI GIANNI MANUSACCHIO, ROBERTO COLELLA,

STEFANO FREGNI

CON FRANCESCO VITALE

 

 

11 novembre 2016

TEATRO RISORGIMENTO – LARINO (CB) ore 21,00

12 novembre 2016

RESIDENZA DEL PRETE – VENAFRO (IS) ore 21,00

13 novembre 2016

TEATRO FULVIO – GUGLIONESI (CB) ore 17,00

NAPOLI, CHITARRA E VOCE

CON MIRIAM SCARCELLO E GENNARO VENDITTO

 

 

12 – 13 novembre 2016

PICCOLO TEATRO GIL – CAMPOBASSO ore 21,00

Auditorium Giovannitti – Via Milano

IO ADORO LA SINTESI, SARÒ BRE…

CON MAURIZIO SANTILLI

GLI SPETTACOLI

DOPPIO PASSO

Tace La Voce, Urla il Cuore! – Le Vie del Buddha

recital di Stefano Sabelli – con Eva Sabelli

musiche a cura di Angelo e Maria Miele (bajan e violoncello)

Recital in due parti che spazia dalla cultura Occidentale a quella Orientale. La prima s’immerge nella Genesi, attraverso Le Confessioni di Sant’Agostino e la mistica sensualità poetica di Alda Merini. La seconda parte, invece, è dedicata al foto-diario realizzato personalmente da Stefano Sabelli nella prima missione del MIBAC in Afghanistan, dopo l’11 settembre, fra fine dicembre 2001 e gennaio 2002. Il racconto struggente di un occidentale stordito di meraviglia al cospetto della maestosità archeologica e paesaggistica della Valle di Bamiyan che, pur “amputata” dei grandi Buddha della Montagna, fatti esplodere dai talebani, conserva ancora le testimonianze di filosofie e fedi che, come lo Zoroastrismo, il Sufismo, o il Buddismo, lì, da sempre, incrociano con l’Islam,  la Via della Seta, scandendo la vita e la cultura degli Azara, popolazione autoctona d’origine mongola, considerati per secoli i custodi dei grandi Buddha, come loro, poi, vittime dell’integralismo talebano.

IL DUCE HA SEMPRE RAGIONE

Monologo storico di Gianni Manusacchio, Roberto Colella e Stefano Fregni – Regia G.Manusacchio con Francesco Vitale

“Il Duce ha sempre ragione!” vuole approfondire la natura di un personaggio tragico del nostro passato storico ripercorrendo il ventennio fascista dai prodromi iniziali fino alla caduta del regime. Ci troviamo nella soffitta della reminiscenza in cui i ricordi del protagonista diventano eventi collettivi e le emozioni personali si intrecciano in un unicum storico. Il Fascismo visto dal basso attraverso gli occhi di una famiglia, un dittatore analizzato nei minimi termini: paure e follie comprese.

 NAPOLI, CHITARRA E VOCE

Con Miriam Scarcello e Gennaro Venditto

“La mia vita vorrei scriverla cantando” amava ripetere il poeta siciliano Ignazio Buttitta. Un privilegio riservato ai cantastorie, a coloro che si fanno ponti e coagulo della memoria, oltre il tempo, proiettando in avanti il patrimonio di un popolo, attraverso i versi e la musica. Il canto. Ci sono luoghi di un’Italia nascosta in cui sono rimasti pochi, autentici cantastorie. Miriam Scarcello, come un antico rapsodo, viaggia, canta e racconta. Molti sono stati affascinati dal suo raffinato mondo, la Rai, l’Università della Calabria, l’hanno voluta al “Giffoni Film Festival”, ha partecipato al famoso “Naples in the World” e all’Estate Concertistica Culturale di Maratea.  La splendida voce e interpretazione di Miriam è accompagnata dal talento chitarristico di Gennaro Venditto, chitarrista eclettico, straordinariamente espressivo.

IO ADORO LA SINTESI, SARÒ BRE…

Di e con Maurizio Santilli

E’ un viaggio semiserio nell’umorismo del ‘900 da Petrolini a Campanile, assando per Ennio Flaiano e Marcello Marchesi. “Io adoro la sintesi, sarò bre…” è il titolo intrigante e provocatorio che racconta tra aforismi e freddure la nostra cultura nell’ ultimo secolo. E’ un percorso in un’Italia che Santilli ama definire di “spessore”, grazie a intuizioni culturali e dialettiche che hanno condizionato la nostra formazione.

Chi è l’umorista? Non è il comico la cui battuta è fine a se stessa, ma, come dice Pirandello, è un tragico che prende la vita con ironia. La battuta dell’umorista, invece, figlia di una intuizione culturale, apre la mente allo spettatore conducendolo per mano a riflessioni sulle condizioni del genere umano mai esplorate prima.

 

 

Per ulteriori informazioni: www.fondazionecultura.it