di Antonio Amicone
Non possiamo omettere quale servizio di informazione pubblica, quanto accaduto questa mattina ad un nostro cittadino isernino, un’azione che ricorda l’apartheid della repubblica sudafricana, il periodo nazista o la segregazione razziale degli Stati Uniti, perchè di questo si tratta.
Un nostro cittadino, si, in quanto da oltre 600 anni i Rom sono cittadini isernini e molisani, amici di tutti ed apprezzabili negli ultimi decenni, sono gli sforzi di adeguamento alle nostre usanze, tralasciando le loro etniche, ataviche tradizioni, pur di sentirsi inglobati in un tessuto sociale cittadino, al quale, diciamolo a chiare lettere, sono perfettamente integrati.
Ne sono dimostrazione i numerosi matrimoni tra Rom e i cosiddetti “civili” che dovremmo essere noi, ma di  quale civiltà parliamo. Quello che è accaduto questa mattina fa parte di una commedia del teatro dell’assurdo, eppure è accaduto, è da stigmatizzare senza alcun indugio e da pubblica denuncia.
Basta un gesto, un’azione e si sprofonda nel più becero razzismo. Prima di scendere nei particolari della cronaca dell’accaduto. mutuiamo una citazione di Nelson Mandela che dovrebbe far riflettere e aprire il cuore:
“Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare, e se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”
 Sulla comunità Rom solo fango, non abbiamo legami con Campobasso afferma attraverso un comunicato il Presidente dell’Opera Nomadi sezione di Isernia. E’ stato annullato un nostro funerale  recente, secondo il DPCM. Stamani un nostro giovane non è stato fatto entrare in un Supermercato. Questo è odio sociale!
Christian Sarachello Pres. Opera Nomadi Sez. di Isernia
Le polemiche sul contagio a Campobasso in questi giorni non accennano a placarsi. Questa volta a intervenire è il presidente dell’associazione Opera Nomadi Molise – Isernia Christian Sarachello, il quale non solo rimarca la necessità di non alimentare polemiche inutili e deleterie, ma precisa che a Isernia un funerale di una loro congiunta è stato rinviato nel rispetto delle regole prescritte e che la comunità Rom locale ha rispettato tutte le prescrizioni dei vari DPCM. Tuttavia questa mattina a un giovane Rom è stato negato l’accesso a un supermercato! Discriminazione o semplice precauzione? Per il presidente dell’Opera Nomadi Molise non ci sono dubbi e a tal proposito oggi stesso ha diramato un comunicato stampa che riceviamo e pubblichiamo:
“Noi <Rom Abruzzesi> del Molise siamo più italiani di tanti
cittadini molisani e certamente abbiamo portato noi in Italia il Corona Virus.
In queste ore è scoppiata una scandalistica campagna di allarme verso le Comunità Rom che vivono in Molise da 600 anni, integrate nel tessuto urbano di cinque centri della nostra Regione, fra cui i due capoluoghi di Provincia.
Nella confusione generale, sono state dette e scritte molte imprecisioni, anche sulla Comunità Rom di Isernia, che non è legata, se non casualmente e molto raramente per via dell’antica comune origine, con quella di Campobasso, dove la commozione unita ad un eccesso emotivo per la scomparsa di un anziano ha generato un serio danno alle famiglie ROM di quella Città.
Anche ad Isernia di recente si è verificato un decesso, di una giovane Rumrì, ma la Comunità, pur affranta, è rimasta a casa e rinviata la cerimonia collettiva alla fine dell’emergenza, ma non bisogna esagerare solo per alimentare polemiche e strumentalizzare  in malo modo sulle nostre Comunità ROM.
Questa mattina ad un nostro giovane Rom ad Isernia è stato impedito di entrare in un supermercato e chiediamo al Sindaco ed al Procuratore della Repubblica di intervenire per questa discriminazione in una Città come Isernia civile ed accogliente.
E poi vogliamo parlare degli allarmismi sulla zona di  Le Piane di Isernia? La Stessa è stata interdetta per assembramento di persone di sicuro non-Rom di Isernia ed assolutamente non per colpa dei cittadini Rom. Invitiamo tutti al buon senso e a non scadere in facili e sterili polemiche istigando solo all’odio sociale che troppo spesso viene alimentato già abbastanza in molte occasioni e questo non è giusto.
Anche sui Media nazionali questa mattina, mentre parlava il Presidente TOMA, ha
mostrato immagini girate in modo discriminatorio, ritraendo da lontano un Rom nel
quartiere storico di Campobasso a torso nudo sulla porta di casa e senza mascherina; questo non è corretta informazione.
E’ mettere in cattiva luce la minoranza ROM
del Molise che, ad oggi, non è riconosciuta dallo Statuto Regionale, al contrario di quelle croata ed albanese/Arbresch che sono arrivate assieme alla nostra, sulle stesse navi 600 anni fa.
Noi <Rom Abruzzesi> del Molise siamo più italiani di tanti cittadini molisani e certamente non abbiamo portato noi in Italia il virus.
Alle Istituzioni comunichiamo che un nostro delegato è pronto a partecipare ad ogni riunione che riguardi l’emergenza in Molise anche per chiarire vari aspetti di una vicenda che sta degenerando e questo non depone bene per l’intera collettività”.
Firmato,
 Per.Ind. Cristian Sarachello (Opera Nomadi, Presidente Sezione Molise)
OPERA NOMADI Sezione del MOLISE
Ente Morale (D.P.R. 26.03.1970 n.347)
VIA XXIV MAGGIO, 135 – 86170 ISERNIA