di Antonio Amicone

Nel mare magnum delle negatività che attanagliano la nostra regione, la nostra città di Isernia, rileviamo dei fattori che devono essere valutati positivamente per il futuro.

La volontà di cambiare passo dopo la distruzione del commercio, dell’artigianato e delle filiere industriali, inizia a formarsi, è ancora allo stato embrionale una nuova cultura, quella di credere finalmente sulle reali peculiarità della nostra terra, al fine di creare economia dalle ceneri della crisi post industriale.

E’ una lenta moralizzazione che transita nell’esigenza di restare di chi ancora non ci sta a fare le valigie per fuggire all’estero o al nord Italia, per collocarsi in lavori umili pur di sopravvivere.

C’è una larga maggioranza di persone a tutte le età che vuole  realizzarli in casa propria quei sacrifici indispensabili per programmare il futuro, verso il benessere delle proprie famiglie.

Ed ecco che interviene la politica a dare sostegno, a far intravvedere una luce fuori dal tunnel. Per troppi anni il molisano si è pianto addosso, ora è il momento di agire. Isernia della cultura, della storia deve trasformarsi in città dell’ospitalità, dell’università che possa catalizzare attenzioni esterne di giovani studenti e di un target turistico ben delineato.

Ascoltando in questi giorni il sindaco D’Apollonio, abbiamo avuto la percezione che dal  disfattismo generalizzato sui social, da detrattori ad oltranza pronti a screditare a prescindere da ogni azione, vi sono delle notizie che fanno piacere e spalancano la porta a quell’ottimismo necessario per non soccombere.

Ebbene, l’incontro avuto con il Rettore dell’Unimol Brunese con il primo cittadino D’Apollonio è stato più che positivo, dalla lettera di intenti per l’avvio di un corso universitario magistrale in Informatica avanzata presso l’auditorium di Isernia, si trasformerà nelle prossime settimane in protocollo d’intesa, il quale darà luogo ad una piccola rivoluzione economica per la città pentra.

Oltre ai 400 giovani studenti della facoltà di Infermieristica della Sapienza di Roma, collocati in Via Mazzini nel centro storico, si aggiungeranno, nel giro di un anno, anche altri 300 specializzandi di Informatica che graviteranno in città per ogni esigenza.

Non finisce qui, il primo cittadino, ha il compito di trovare uno stabile degno per accogliere almeno una facoltà umanistica dell’Unimol nel centro città, potrebbe tornare anche Scienze Politiche, sottratta dal precedente Rettore Cannata ad Isernia.

La volontà del nuovo Rettore Unimol Brunese è quella di accelerare, trovare i giusti finanziamenti, le giuste strutture ospitanti e agire. Ed è anche l’Assessore Di Baggio ad enfatizzare la possibilità che ad Isernia possa approdare la facoltà di Archeologia e Paleontologia come naturale percorso per una città che di storia ne ha da vendere.

Certamente non è un compito facile per la Giunta comunale e per il sindaco stritolati da burocrazia e scelte complesse, ma la macchina è partita. Ogni lunga marcia comincia con un piccolo passo. Quel primo passo è stato effettuato, ora bisognerà crederci per non soccombere: non deludeteci!