Intervista al dr. Giovanni Fiorilli- Presidente della ANM del Molise, realizzata da Maurizio Raimondo, sulle ragioni del “NO” al Referendum Giustizia.
Dr. Fiorilli, quale è la sua opinione sulla riforma Costituzionale sulla quale vi sarà il referendum del prossimo 22/23 Marzo?
Dopo la abolizione dell’abuso di ufficio, ed il “blitz” con il quale si è grandemente ridimensionato il potere di controllo della Corte dei Conti, ancora una volta a danno dei cittadini, costretti a maggiori esborsi verso l’Erario, nella misura in cui la responsabilità del funzionario che versa in dolo o colpa grave è grandemente limitata se non esclusa, è ora il turno della magistratura ordinaria, a dover essere “normalizzata” e “ricondotta” nell’alveo gradito al potere politico, secondo espresse e pubbliche esternazioni di alcuni rappresentanti di forze di governo.
Nelle democrazie liberali la divisione e l’equilibrio tra i poteri sono principi fondamentali.
Ma in Italia vi è chi teorizza che poteri come l’esecutivo ed il legislativo, che derivano da un voto popolare ,abbiano una legittimità maggiore del giudiziario, che si compone di rappresentanti non eletti dal popolo. Da tanto costoro fanno derivare il corollario per cui la attività giurisdizionale della magistratura non deve tradursi in “indebite interferenze”, e men che meno porre limiti alla azione di chi governa.
Tutti costoro, invero, hanno davanti agli occhi solo il primo inciso del secondo comma dell’art. 1 della Carta, laddove esso riporta la locuzione “ la sovranità appartiene al popolo” , fingendo che il dettato normativo finisca lì, e obliterando affatto di considerare anche il secondo inciso di tale secondo comma, che ha pari dignità ed importanza, inciso secondo cui detta sovranità popolare, va esercitata “ nelle forme e nei limiti della Costituzione”, limiti all’interno dei quali , non può non essere incluso il controllo di legalità svolto dalle magistrature.
Va poi evidenziato che la c.d. riforma “Nordio-Meloni”, pur venendo presentata nel suo complesso come “separazione delle carriere”- quest’ultima di fatto già esistente , al punto tale che dopo la legge Cartabia , nel 2024 ad esempio, su 8750 magistrati solo 42 hanno cambiato funzione- va invece ad incidere su aspetti ben più rilevanti , destinati piuttosto a riflettersi sull’assetto dei poteri dello Stato.
Quali sono allora le reali motivazioni della riforma?
I reali motivi della riforma sono infatti altri, e risiedono nella volontà chiara di stravolgere i rapporti tra politica e magistratura, senza alcun reale vantaggio per i cittadini, che, anzi, subiranno un sensibile arretramento di tutela, oltre ad un notevole incremento dei costi del sistema giustizia, atteso il progettato aumento del numero delle poltrone, con la creazione di ben tre organismi collegiali, al posto dell’unico CSM. oggi esistente.
Il Ministro, potrà così dettare l’agenda e decidere quali reati perseguire e quali no, con inevitabili ricadute negative anche sul principio di obbligatorietà della azione penale.
Ciò è stato praticamente “confessato” dal Ministro Nordio, in una sua recente intervista ad una testata giornalistica ,intervista nella quale egli si stupisce che le forze di opposizione non condividano la riforma proposta, proprio perché un giorno questa riforma avrebbe potuto giovare anche a “loro”, cosi come a tutti i futuri governi di turno; neppure egli ha taciuto sul chiaro impianto ritorsivo della riforma stessa, quando, dinanzi al giornalista che gli chiede come mai ANM si opponga in maniera così decisa, egli ha replicato attribuendo ai magistrati la qualifica di capponi invitati alla cena di capodanno .
Quali sono a suo avviso i punti della riforma che appaiono maggiormente preoccupanti?
Tornando al tema centrale, occorre dire che detta riforma, va valutata soprattutto con riferimento a disposizioni come quelle che sviliscono attraverso il sorteggio puro, l’organo di governo autonomo della magistratura, grandemente depotenziato e declassato anche dal suo sdoppiamento .
Il danno poi che subiranno soprattutto i distretti più piccoli , come il nostro, per la minore probabilità che siano sorteggiati magistrati provenienti da esso, è sotto gli occhi di tutti, come è sotto gli occhi di tutti la circostanza che detti distretti , una volta tramontato il principio di rappresentatività, rischiano di divenire sempre più desolatamente l’icastico confine dell’impero.
Nessuno ci garantisce, inoltre, che non possano essere comunque sorteggiati magistrati iscritti ai gruppi della magistratura associata ( c.d. “Correnti”), dal Momento che il 90% dei magistrati italiani è iscritto ad ANM e ai vari gruppi associativi.
Non può però essere sottaciuto che l’aspetto più preoccupante di questa riforma, risiede proprio nella chiara intenzione del legislatore, di introdurre un disciplinare di chiaro indirizzo politico, da usare quale potente arma di intimidazione contro i magistrati non allineati, sì da generare una magistratura timorosa e sottomessa.
In tal senso depongono peraltro pure i chiari, molteplici profili di incostituzionalità con i quali la istituzione dell’Alta Corte già nasce.
Così va sottolineato, che la composizione dell’Alta Corte ( non più presieduta dal Presidente della Repubblica) prevede ben sei componenti di estrazione politica, individuati con sorteggio pilotato ed estratti da un elenco compilato dal parlamento in seduta comune, a fronte del sorteggio puro previsto per la componente togata, secondo una inspiegabile disparità di trattamento.
E’ così poi posto in discussione il principio di terzietà del giudice, coinvolto dal regime delle impugnazioni delle sentenze emesse dall’organo di nuovo conio, sentenze impugnabili solo con opposizione dinanzi allo stesso organo, così come ad essere violato – questa volta sì- sarà sicuramente anche il tanto invocato art. 111 della Carta, una volta esclusa la garanzia del giudizio di legittimità, invero assicurata a tutti i soggetti dell’ordinamento, ed anche ai peggiori criminali, tranne che ai magistrati.
Non da ultimo resta sicuramente violato anche il divieto costituzionale di istituzione di nuovi giudici speciali.
Tradisce in tal modo più di altre, tale parte della riforma riguardante l’Alta Corte, il chiaro intento ritorsivo nei confronti della Magistratura .
Per di più, sulla riforma non è stato consentito alcun dialogo tra le forze politiche ed i protagonisti istituzionali, esautorando persino il parlamento della propria funzione, parlamento così ridotto a mero “Notaio”, che ha approvato senza modificarlo di una virgola, il progetto di riforma presentato dal Governo.
La Costituzione si atteggia infatti a fondamentale legge pattizia, frutto di più sensibilità politiche accomunate dall’unica cultura antifascista, all’indomani del secondo dopoguerra .
Ciò che rileva in questa sede è che la modifica della Carta fondamentale, sarebbe dovuta avvenire con l’apporto quanto più ampio possibile di tutti i filoni di pensiero artefici della sua nascita, e non per mano delle sole forze di governo, per quanto maggioranza, perché i valori costituzionali rappresentano un patrimonio ideologico comune , e che appartiene all’intero Paese.
Ed invece la rapidità dell’iter parlamentare è stata sconcertante, pari a quella con cui si sono forzati i tempi di svolgimento del referendum, segno evidente che le ragioni del NO crescono in progressione geometrica man mano che esse divengono chiare ai cittadini, e ciò evidentemente spaventa non poco il decisore politico.
Abbiamo quindi voluto mettere in guardia i cittadini dai pericoli della riforma, unitamente ad una parte della avvocatura, e della società civile contrarie alla Riforma stessa.
L’avvocato per mandato costituzionale assicura la difesa a tutti gli imputati, ricchi, poveri, italiani, stranieri, famosi e sconosciuti. Infatti senza difesa tecnica non c’è un processo degno di questo nome. Dico dunque agli avvocati schierati per il “SI”: siete davvero convinti che questa riforma farà il bene di tutti coloro che voi difendete? Che si rivelerà migliore un pubblico ministero controllato più o meno direttamente dalla (mutevole) maggioranza di governo?
E infine cosa accadrà – chiedetevi- quando difenderete non un imputato ma una parte civile non “amica” del governo?”
Cosa vorrebbe dire ai cittadini Italiani in questo momento?
Vorrei dire loro che io sono fiducioso , ed in particolare ho fiducia in loro, poichè in tutti i momenti chiave della storia della nostra Repubblica, quando sono stati chiamati alle urne, hanno sempre saputo operare scelte fatte con estremo discernimento e cautela : a costoro dico che la Costituzione che vogliono e per la quale voteranno, sarà la stessa che regolerà i rapporti nella società del futuro, alla quale apparterranno i loro figli e nipoti.







