A Maggio primi fondi per il settore zootecnico!

La Coldiretti Molise resta scettica e dubbiosa sulla ripresa delle aziende.

di Gildo Palombo

Il comparto zootecnico in Molise costituisce una solida realtà. Difatti le attività imprenditoriali sono formate da oltre 1500 allevamenti. La produzione di latte è stimata pressappoco in 50mila tonnellate annue. Ci sono allevamenti di bovini (costituiscono circa l’80%, nel territorio molisano), sia da latte che da carne, poi ci sono quelli ovicaprini, che sono circa 600 ed, infine, circa 300 sono le aziende agricole che allevano suini. Un settore che appare florido, se non fosse stato penalizzato dall’impatto del Covid prima e della guerra in Ucraina ora. Il drastico peso della crisi ha stimolato l’opinione pubblica, ha mosso le coscienze di un intero comparto e grazie alla mobilitazione della Coldiretti che ha indetto manifestazioni in tutta Italia ed anche in Molise (ad Isernia il 24 febbraio e Campobasso l’11 marzo), sul grave stato di crisi del settore, in particolare per il latte, il Governo ha stanziato i primi fondi.

L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura ha annunciato, in una nota, i primi pagamenti entro maggio degli aiuti stanziati per il settore zootecnico, particolarmente penalizzato. Questo consentirà di ristorare il settore per un totale di 87 milioni. Un piano che consentirà di autorizzare nella prima metà di maggio finanziamenti a 50.077 beneficiari per 40,72 milioni di euro. In particolare, per la filiera dei bovini da 12/14 mesi  si tratta di 20,7 milioni, per le vacche da latte di 18,8 milioni,  per i bovini di 8 mesi detenuti per 4 mesi in allevamento 1,14 milioni.

E’ stato ottenuto un primo importante risultato, così come affermato anche dal Direttore regionale della Coldiretti Molise. Restano i dubbi,  però, se tali fondi, possano bastare per consentire alle azienda una ripresa dignitosa. Gli imprenditori sono costretti ad acquistare i foraggi e mangimi a costi altissimi, come conseguenza della guerra in Ucraina. Infine, la presenza incontrollata dei cinghiali sul territorio tolgono ogni possibilità di coltivare i terreni locali. Queste criticità diventano davvero insormontabili con forti ripercussioni in termini economici per le aziende