Dal Rapporto Svimez il Molise è in fase di ripresa e la ripresa è certificata: il prodotto interno lordo nel 2016 si attesta a +1,6 per cento (nel 2014 era a -3). “Il nostro ritmo di crescita è superiore alla media del Meridione (+1 per cento) e anche a quella di tutto il centro nord (+0,8). Quanto al dato delle singole regioni meridionali, siamo sul podio: meglio di noi fanno solo Campania (+2,4) e Basilicata (+2,1); alle nostre spalle tutte le altre: Calabria (+0,9), Puglia(+0,7), Sardegna (+0,6), Sicilia (+0,3) e Abruzzo (-0,2).


“In Molise anche l’occupazione aumenta consistentemente, di quasi il 4 per cento. Il tasso di disoccupazione è in leggero calo. È il segno che è una regione che sta reagendo e che sta recuperando il terreno perso negli anni della crisi”.

Queste, le dichiarazioni sull’andamento dell’economia molisana rilasciate dal presidente Svimez, Adriano Giannola, a margine della presentazione a Roma del Rapporto 2017 sull’economia del Mezzogiorno.  Ne prendiamo atto con assoluta soddisfazionea, afferma il Presidente della regione Molise Frattura. Ancora una volta la realtà dei numeri ufficiali dà ragione alle azioni che abbiamo messo in campo per favorire la ripresa occupazionale e produttiva del nostro Molise. I numeri in questione, che demoliscono le fake news quotidiane di crisi e disastri addebitali al nostro operato, ci incoraggiano a proseguire consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto. 


Sul fronte del lavoro è certamente rilevante il terreno da recuperare rispetto ai livelli pre-crisi, ma l’inversione di tendenza è tangibile: l’occupazione durante lo scorso anno è cresciuta del 3,8 per cento, il tasso di disoccupazione è sceso dal 14,3 per cento del 2015 al 12,8 del 2016.
I segnali positivi sono evidentemente numerosi e importanti: possiamo guardare con ottimismo al futuro soprattutto per affrontare con interventi mirati il dato negativo che pure Svimez ha registrato, quello relativo allo spopolamento: tra 50 anni, se non ci sarà una inversione del trend attuale, la popolazione residente scenderà da 312 mila a 230 mila, avremo 81 mila molisani in meno. Una prospettiva – conclude Frattura –  che ci preoccupa molto, ma che con le giuste politiche potremo provare a contenere.