Emendamenti al decreto legge semplificazioni

TESTAMENTO: inammissibile che  i miliardi del Recovery Fund diventino un pretesto per  agire contro  la tutela di ambiente, paesaggio e patrimonio culturale. Ho presentato un pacchetto di emendamenti.

 

«Istituzione obbligatoria degli osservatori ambientali per verificare il rispetto delle condizioni ambientali imposte in sede di Valutazione di Impatto Ambientale e inserimento tra i componenti di  esperti indicati dalle associazioni nazionali di Protezione Ambientale, creazione di un Osservatorio Nazionale per il monitoraggio e l’abbattimento  dei gas clima alteranti in grado di verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi fissati nel Piano Nazionale Integrato Energia, nonché individuare e trasmettere buone pratiche agli enti locali in materia di mobilità urbana, risparmio energetico ed energie rinnovabili. Queste sono  due proposte rientranti in un più ampio pacchetto di emendamenti al decreto legge semplificazioni che ho depositato oggi».  Ad affermarlo Rosa Alba Testamento parlamentare molisana alla Camera dei Deputati.

 

«In questo decreto  – continua la parlamentare –  col pretesto di dover spendere rapidamente le risorse del Recovery Fund, il “governo dei migliori” ha deciso di disattendere ogni minimo principio di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Lo ha fatto ridimensionando le funzioni delle soprintendenze  e modificando  le norme che disciplinano la valutazione d’impatto ambientale, arrivando addirittura a prevedere la nomina di un potere sostitutivo nel caso in cui l’iter sia fermo e non arrivi a conclusione. Di tali modifiche ne beneficeranno anche le procedure riguardanti attività legate all’impiego e alla produzione di fonti energetiche fossili e da rifiuto e tutto questo – prosegue – non solo è inaccettabile, ma conferma ulteriormente le enormi contraddizioni della tanta decantata transizione ecologica italiana.

 

Per questo ho presentato altri due emendamenti: il primo prevede l’obbligo di tenere conto nell’ambito dei procedimenti di VIA inerenti tali attività del fattore di pressione ambientale, cioè del limite massimo di loro concentrazione nel territorio di ciascuna regione, il secondo obbliga sempre in sede di procedimenti di VIA alla presentazione della valutazione di impatto sanitario in merito ad alcuni tipi di impianti e attività  pericolose per la salute pubblica, come le operazioni di smaltimento rifiuti, sia in discarica che tramite incenerimento, o gli allevamenti intensivi» – conclude Testamento.