Dopo il bando, 3 imprese ammesse alle domande di accesso alle agevolazioni previste.

di Gildo Palombo

ll territorio ricompreso tra le due province di Isernia e Campobasso corrispondente ai Comuni di Venafro (IS), Campochiaro (CB) e Bojano (CB) e alle aree di localizzazione delle aziende dell’indotto, è stato riconosciuto nel 2015 “area di crisi industriale complessa”, per le problematiche legate alla grave crisi che ha colpito le principali aziende, più l’indotto, operanti nei poli avicolo e agro-alimentare, tessile, metalmeccanico. L’Area di crisi comprende 67 Comuni così articolati: Comuni soci del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Isernia-Venafro; Comuni soci e/o appartenenti al comprensorio del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Campobasso-Bojano; Comuni con presenza di aziende dell’indotto avicolo, tessile, metalmeccanico e di aree artigianali/industriali comunque denominate.

L’Accordo prevede l’impiego di risorse pubbliche per complessivi 45,58 milioni di euro. Il Progetto prevede di rafforzare il tessuto produttivo esistente, di attrarre nuovi investimenti, di sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ed individua un’offerta localizzativa composta da: incentivi nazionali per risorse assegnate 15 milioni di euro, incentivi regionali per risorse assegnate 21 milioni di euro, politiche del lavoro per risorse regionali assegnate 9,58 milioni di euro, aree industriali immediatamente fruibili dagli investitori, infrastrutture, networking con il sistema del credito e servizi di informazione.

Tra le domande, 3 imprese sono state ammesse nella graduatoria, per un totale di risorse disponibili, pari a 15 milioni di euro. Con la speranza che questi programmi di investimento produttivo possano creare nuove unità produttiva oppure ampliare, riqualificare o diversificare le unità produttive già esistenti.