di Alessia Tonti

Cerchiamo di immaginare quale sarà in prospettiva il futuro di questa regione dopo la pioggia di milioni di euro che giungeranno dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, il famoso CIS.

Ogni comune dei 61 coinvolti nel progetto tratturi, il quale  sarà finanziato con la modica cifra di 129 milioni di euro, avrà a disposizione circa 2milioni e 114mila euro per promuovere il turismo, realizzare una pista ciclabile e pedonabile lungo l’asse Candela Celano, nella propria parte di competenza territoriale.

Quello che resterà sarà destinato a lanciare ospitalità turistica, valorizzazione dei vari caciocavalli, vini e prodotti agricoli.

Quindi tutti si aspettano che il Molise diventi una mecca turistica nei prossimi anni. Con centinaia di visitatori che sceglieranno di incamminarsi con bici o a piedi nei i 330 chilometri di piste lungo il nostro magnifico tratturo.

Ci saranno fondi che offriranno l’occasione per formare accompagnatori e guide turistiche, mentre gli ospiti, dopo la scarpinata quotidiana si fermeranno nel comune in cui approderanno e qui saranno accompagnati nella visitazione dei luoghi da giovani ciceroni, i quali illustreranno le valenze architettoniche, storiche e le peculiarità enogastronomiche dei singoli comuni.

Troppo bello per essere vero. Quando questo accadrà i bambini nati quest’anno forse avranno la barba bianca, ma la speranza è ultima a morire.

Sindacati, persone normali e amministratori, non coinvolti in questo progetto temerario – usando un eufemismo – già sorridono all’idea di investire tanto denaro pubblico sui tratturi.

Nel Molise sono talmente evidenti le carenze strutturali, viarie, di esondazioni, di frane al minimo accenno di perturbazione atmosferica che in tanti  vedono già l’epilogo di un’idea con molta probabilità destinata a naufragare, proprio in quel fiume di inconsapevole ottimismo che ha portato ad una decisione così macroscopica negli investimenti, quanto poco attenta nel target di riferimento turistico; una nicchia di mercato sfruttabile solo in belle giornate di primavera e meno nelle aride estati molisane.

Quale turismo, se qui manca l’abc della volontà popolare verso questa filiera mai realizzata, per scelta dei molisani.

Per quale motivo oggi i nostri concittadini nei comuni dovrebbero invertire la tendenza all’emigrazione e alla pretesa di un posto fisso preferendo improvvisarsi imprenditori del turismo?

Con quale logica, con quale preparazione, con quali fondi e con quali utili dovrebbero vestire gli stretti indumenti dell’operatore turistico?

Non si spiegano i molisani come il premier Conte si sia fatto incantare dal progetto tratturi tanto da destinare un investimento così ingente verso questa direzione, ma saremo attenti ad informarvi sugli sviluppi di questo progetto che rischia di vanificare il futuro in questa regione di tanti giovani che ancora credono di poter restare e non allinearsi a quella tendenza migratoria che porta ogni anno il Molise a perdere 2.000 residenti.

I 129 milioni di euro per i tratturi rappresentano una grossa ipoteca sullo sviluppo di una terra che non decolla e che di giorno in giorno diventa sempre più invivibile e desertificata.