Colleghi Consiglieri, la mozione in discussione trova la sua ragion d’essere nella necessità che il Consiglio regionale, organo di massima rappresentanza democratica, esprima un atto di indirizzo forte presso il Governo centrale sul tema della sanità e sulle prossime decisioni.

La situazione attuale vede la nostra Regione completamente esautorata da ogni funzione in materia sanitaria, visto il regime di commissariamento e in assenza delle attribuzioni al presidente Toma delle funzioni di Commissario ad acta.

Il Presidente Toma di fatto non è nel pieno dell’operatività per quanto riguarda la sanità perché ci sono provvedimenti che, senza la firma del commissario ad acta, essendo la Regione commissariata, non possono essere adottati. E quindi rimaniamo fermi, mentre la situazione della sanità continua a richiedere costante attenzione.

I cittadini ci chiedono risposte, il governo centrale vuole risultati, ma noi abbiamo le mani legate. Il Molise non è nemmeno presente ai tavoli tecnici in virtù della mancata nomina: ci ritroviamo a non poter partecipare agli incontri dove si prendono decisioni su di noi.

Non possiamo certo dimenticare che il diritto alla salute sia un diritto fondamentale dell’individuo, costituzionalmente sancito e anche statutariamente tutelato che, nella sua accezione più ampia comprende anche il diritto alla assistenza sanitaria, intesa come potere–dovere delle pubbliche Istituzioni di assicurare un’assistenza sanitaria effettiva ed adeguata a tutti gli individui.

Alla luce dell’indifferenza dello Stato rispetto a questa questione, noi Consiglieri regionali non possiamo tollerare ulteriormente che venga messo a repentaglio il diritto alla salute che stanno subendo i cittadini molisani.

I fatti di cronaca dei giorni scorsi lo ricordano in maniera drammatica!

Il danno ai molisani e alla nostra Regione è enorme, stretta com’è nelle morse di un Piano di rientro che impone di anteporre i freddi numeri alla salute.

Proprio per questo motivo, è di importanza imprescindibile che la gestione del Piano di rientro venga affidata ad un soggetto che è una nostra espressione, che conosce le esigenze del territorio e che rappresenta autorevolmente i nostri interessi in quei Tavoli tecnici in cui asetticamente contano solo i numeri.

Ricordiamoci che la prassi invalsa fin dalla prima nomina commissariale di far coincidere nella stessa persona il Commissario ad acta ed il Presidente della Giunta regionale rispondeva proprio allo scopo di bilanciare l’esautorazione delle competenze e prerogative spettanti in materia sanitaria alla Regione con l’affidamento delle stesse ad un soggetto che sia comunque espressione della rappresentatività democratica del corpo elettorale regionale.

Adesso è indispensabile che il Presidente Toma venga nominato commissario ad acta. Ci sono atti diventati urgenti, senza essere esaustivi citiamo: la revisione del decreto Balduzzi, la questione della integrazione fra Cardarelli e Fondazione Giovanni Paolo II, gli accordi di confine.

Senza la nomina da commissario il nostro Presidente è depotenziato.

Dunque, il Consiglio regionale si rivolge sia al Presidente della Giunta,  sia al Presidente del Consiglio regionale – ciascuno nella propria funzione istituzionale -, nonché a coinvolgere i due Prefetti delle province di Campobasso e di Isernia in quanto rappresentanza del Governo nel territorio  affinché si adoperino anch’essi per la risoluzione del problema.

Di seguito riportiamo la mozione:

MOZIONE
OGGETTO: Individuazione del Commissario ad acta per la prosecuzione del piano di rientro
dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Molise.

Il Consiglio regionale

PREMESSO CHE
– la individuazione del soggetto cui attribuire l’incarico di Commissario ad acta per l’attuazione
del Piano di recupero del disavanzo sanitario compete normativamente al Consiglio dei Ministri;
– fin dalla prima gestione commissariale, sancita il 27 marzo 2007, il Consiglio dei Ministri ha
sempre individuato il Commissario nella persona del Presidente della Regione pro tempore, con
lo scopo precipuo di bilanciare l’esautorazione delle competenze e prerogative spettanti in
materia sanitaria alla Regione con l’affidamento delle stesse ad un soggetto che sia comunque
espressione della rappresentatività democratica del corpo elettorale regionale;
– conformemente alla suindicata prassi, anche per la Regione Molise, subito dopo l’inizio della
precedente legislatura, essendo stato eletto un nuovo Presidente, il Consiglio dei Ministri con
delibera del 21 marzo 2013 provvedeva a sostituire il precedente Commissario ad acta con
l’Arch. Paolo di Laura Frattura, nella suindicata qualità;
– a seguito delle elezioni regionali, svoltesi lo scorso 22 aprile, il dott. Donato Toma è stato eletto
Presidente della Giunta Regionale;
– ad oggi, tuttavia, il Consiglio dei Ministri non ha ancora adottato la delibera di nomina del nuovo
Commissario ad acta;
CONSIDERATO CHE
– a causa di questo ritardo si sta verificando una paralisi istituzionale in un settore molto delicato
come la sanità posto che vi sono procedimenti pendenti rispetto ai quali non è possibile adottare
il provvedimento conclusivo formale di competenza del Commissario ad acta;
– inoltre, la mancata attribuzione al neo eletto Presidente della Regione anche delle funzioni di
Commissario ad acta sta impendendo alla Regione di partecipare, attraverso un proprio
rappresentante, ai Tavoli tecnici;
– conseguentemente è evidente come la descritta situazione di stallo stia generando grave
pregiudizio al diritto alla salute, costituzionalmente garantito, dell’intera comunità molisana;
– inoltre la Regione Molise, stante il regime di commissariamento e in assenza delle attribuzioni al
dott. Toma delle funzioni di Commissario ad acta, si trova completamente esautorata di ogni
funzione in materia sanitaria, pur rientrando quest’ultima tra quelle attribuite dalla Costituzione
alla legislazione concorrente;
– l’art. 1, comma 395, della legge n. 232 del 2016, Legge di Bilancio 2017 ha espressamente
stabilito che a decorrere dalla sua entrata in vigore “le disposizioni di cui al “comma 569
dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applicano alle regioni commissariate
ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222. Il Comitato e il Tavolo tecnico di cui
rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell’intesa tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, con cadenza semestrale, in occasione delle periodiche
riunioni di verifica, predispongono, per le medesime regioni, una relazione ai Ministri della
salute e dell’economia e delle finanze, da trasmettere al Consiglio dei ministri, con particolare
riferimento al monitoraggio dell’equilibrio di bilancio e dell’erogazione dei livelli essenziali di

assistenza, anche al fine delle determinazioni di cui all’articolo 2, comma 84, della legge 23
dicembre 2009, n. 191.”;
– tale disposizione ha – di fatto – superato il principio della incompatibilità della nomina a
commissario ad acta con l’affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso
la Regione soggetta a commissariamento stabilito con la legge di stabilità 2015 art. 1, comma
569 della legge 190/2014), eliminando ogni dubbio in ordine alla compatibilità tra le funzioni di
Commissario ad acta e il ruolo di Presidente della Regione, confermando peraltro la correttezza
istituzionale della prassi cui si è sempre ispirato il Consiglio dei Ministri nella individuazione dei
soggetti cui attribuire l’incarico commissariale;
– infatti, per effetto del citato disposto normativo, viene espressamente consentito ai Presidenti di
Regione di ricoprire anche il ruolo di commissari ad acta per la sanità in caso di Piano di rientro,
fatto salvo il potere dovere dei Tavoli tecnici di verificare semestralmente l’equilibrio dei bilanci
sanitari delle Regioni interessate e l’effettiva applicazione ed erogazione dei Livelli essenziali di
assistenza al fine di consentire le più opportune determinazioni, anche in ordine alle sostituzioni
dei Commissari ad acta;

CONSIDERATO, ALTRESÌ, CHE
– a breve il Consiglio dei Ministri dovrà rideterminare i poteri di gestione del Piano di rientro dal
debito sanitario;
– non sussistono ostacoli normativi che impediscono ad uno stesso soggetto di ricoprire la carica di
Presidente della Regione e di Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal
disavanzo sanitario;
– ragioni di opportunità istituzionale e di garanzia della rappresentatività democratica dei territori
rendono oltremodo auspicabile che le funzioni di Commissario “ad Acta” per la Sanità nella
Regione Molise siano nuovamente attribuite al Presidente pro tempore della Regione Molise;

IMPEGNA
– il Presidente della Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo Centrale delle istanze
espresse nel presente atto, sollecitandolo a porre fine alla situazione di grave impasse in cui versa
la sanità nella nostra Regione;
– il Presidente del Consiglio regionale a disporre la trasmissione del presente deliberato ai Prefetti
di Campobasso, e di Isernia in qualità di rappresentanti territoriali del Governo affinché gli stessi
si adoperino presso i competenti organi statali per la rapida risoluzione della questione.

Campobasso, ………..