REQUISIRE E CONVERTIRE IN STRUTTURE PUBBLICHE LE CASE PER GLI ANZIANI
PROTEGGERE GLI ANZIANI DALLA LEGGE DISUMANA DEL PROFITTO
Gli anziani, i nostri anziani.
Meriterebbero molte più attenzioni e cure dal punto di vista medico, e con la massima
umanità, tanto più se appartengo alle classi popolari ed hanno poche possibilità di spesa per la salute. Rappresentano una parte importante della nostra memoria storica e di conoscenza vissuta. Perciò il nostro grado di civiltà si misura anche dal trattamento degli anziani.
En invece proprio il coronavirus ha fatto emergere anche nel Molise i gravissimi misfatti denunciati dai parenti nelle varie “case di cura” per anziani, divenute anche qui principali focolai di contagio e non di certo per colpa degli anziani che ne sono le vittime incolpevoli, ma per le responsabilità di un sistema disumano gestito da imprenditori privati, dove l’unica cosa che conta, in generale, sono le rette da incassare ed il lucro sulla pelle dei ricoverati, salvo rare eccezioni che confermano la regola.
Il caso di Agnone (che si aggiunge a quelli di Cercemaggiore e Riccia)
è emblematico: se è vera la notizia diffusa che il titolare della casa di cura degli anziani poteva entrare e uscire da ambienti ospedalieri dove svolgeva servizi in appalto (altra privatizzazione), come si è potuto consentire tale promiscuità da parte delle’autorità di controllo? E dunque di chi è la responsabilità del contagio dei poveri anziani molisani ricoverate in queste strutture private ?
Chi ha consentito che su queste persone anziane, dopo tale contagio sicuramente
evitabile con i dovuti accorgimenti, prima fosse ritardata la informazione del misfatto (creando ulteriore rischio) e poi anche che fossero abbandonati ex abrupto senza neanche la colazione ?
Come si è potuto consentire ciò che ha testimoniato in lacrime la figlia di un’anziana, che
aveva bisogno di assistenza per diabete e che è stata vista col sangue che usciva dal naso ?
Come mai si è agito di notte , peraltro sballottando col viaggio notturno questi poveri anziani da Agnone in varie parti per poi finire a Venafro con un via vai di autoambulanze ? Il tutto all’insaputa dei parenti ? Ed è da verificare se è vero che tali pazienti fossero giunti in barella senza contenimento, oltre che se il presidio di Venafro (anch’esso depauperato per favorire la privatizzazione della sanità) fosse adeguatamente attrezzato al caso.
Come mai il direttore della ASREM afferma incredibilmente di “ avere avuto difficoltà di
contatti con il l’imprenditore” e per intervenire ha in sostanza atteso il via libera di questo (sic!) che – bontà sua – gli ha consegnato la chiave solo quando la situazione era precipitata, dicendo in sostanza “ io me ne vado veniteli a prendere”? E questa sarebbe una società degna di esser chiamata civile ?
Le autorità sanitarie locali e statali, il governo regionale o statale, debbono poter
entrare in ogni momento per controllare il trattamento degli anziani
tanto più in situazioni di epidemia in queste strutture private. Non attendere i loro “lasciappasare”! E’ scandaloso !
Il bello è che questi imprenditori potrebbero ben fruire anche dei prestiti garantiti dallo
stato con gli ultimi decreti a favore del padronato, sicché se non restituiranno il maltolto, esso rimarrà a carico dei lavoratori e pensionati che sostengono la gran parte dell’erario. Oltre al danno la beffa. Si cambi rotta e subito. Si inizi con la
requisizione in favore della Regione o dello Stato, senza indennizzo per i loro padroni, di tutte le case di riposo private responsabili di mala gestione contro gli anziani, assorbendo tutto il loro personale e le attrezzature in una struttura pubblica articolata sul territorio, nell’ambito di un servizio regionale pubblico e qualificato, sotto il controllo sociale e di chi vi lavora, dove possano accedere anche gli anziani poveri, e dove vi siano le adeguate assistenze mediche, dove l’unico padrone sia il senso della massima umanità.
In prospettiva si tratta di rovesciare a 360 gradi questo sistema disumano fondato sul
capitale e sul profitto di pochi, guadagnato sulla pelle delle persone.
Solo allora “andrà tutto bene”.